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Gruppo Bcs: oggi lavoratori in presidio davanti ad Assolombarda

"La difesa dei posti di lavoro e del tessuto produttivo non ammette esitazioni: chiediamo risposte concrete a tutela dei 430 lavoratori"

Gruppo Bcs: oggi lavoratori in presidio davanti ad Assolombarda
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La storica azienda di Abbiategrasso sta vivendo una situazione drammatica, la preoccupazione dei sindacati . Oggi venerdì 6 novembre 2026 i lavoratori Bcs dalle 10 saranno in presidio davanti ad Assolombarda.

Crisi strutturale

I sindacati Fim e Fiom esprimono la loro profonda preoccupazione per la situazione in cui verte il Gruppo Bcs :

“La crisi è strutturale e mette a rischio non solo la stabilità economica dell’azienda, ma la sopravvivenza stessa di un presidio industriale storico per il Paese. Nonostante gli annunci ufficiali e gli impegni presi in più sedi, l’amministratore unico continua a rinviare il deposito della domanda di amministrazione straordinaria. Questa condotta incomprensibilmente dilatoria ha portato l’azienda a una situazione economica gravissima, di cui l’ingegner Castoldi porta la piena ed esclusiva responsabilità”

 

Il protrarsi di questa gestione, spiegano i sindacati, ha fatto perdere tempo prezioso e allontanato ogni prospettiva concreta di rilancio. Ogni giorno senza un intervento straordinario erode valore, compromette i rapporti con i partner commerciali, disperde le competenze tecniche e aggrava la crisi finanziaria.

 

“Di fronte a questo immobilismo, ci attendiamo che il collegio sindacale prosegua nella richiesta di messa in liquidazione dell’azienda, da trasformare poi in amministrazione straordinaria, a prescindere dalla mancanza di disponibilità della proprietà. È l’unico percorso che mette l’azienda al riparo e affida la gestione della crisi a soggetti terzi e qualificati. Ribadiamo con fermezza che l’ingegner Castoldi e la sua famiglia, pur detenendo le quote societarie, non sono e non saranno mai i proprietari della storia gloriosa del Gruppo BCS: quella storia è patrimonio dei lavoratori e del territorio. Le competenze, la professionalità e il sacrificio di generazioni di dipendenti hanno costruito un’eccellenza che non può essere sacrificata a errori manageriali personali o a logiche di chiusura padronale. La difesa dei posti di lavoro e del tessuto produttivo non ammette esitazioni: chiediamo risposte concrete a tutela dei 430 lavoratori” concludono.