La manifestazione

Grande partecipazione alla 25esima Marcia della pace

«Un cammino che attraversa le strade e le coscienze»

Grande partecipazione alla 25esima Marcia della pace

Circa 200 persone hanno partecipato giovedì pomeriggio, 1 gennaio, alla 25esima Marcia della pace di Corbetta, promossa da numerose associazioni del territorio: Acli, Comitato intercomunale per la pace, Ecoistituto della valle del Ticino Odv, Scuola senza frontiere di Corbetta, Apwoyo onlus, gruppo scout Agesci Corbetta 1, Coordinamento Anpi del magentino, gruppo teatrale interculturale Muri, Binario 8.

Il percorso a tappe

La Marcia è partita da piazza Verdi, ha raggiunto via Mazzini, di fronte al santuario della Madonna dei miracoli, quindi il parco comunale e il cortile del Comune. Sosta in sala Don Sacchi per un momento di riflessione e conclusione sul sagrato della chiesa San Vittore con l’intervento del parroco don Giuseppe, che ha poi celebrato la messa della pace. In ogni tappa una sfaccettatura diversa del tema, tutte affrontate in modo coinvolgente per i partecipanti grazie al contributo creativo e artistico delle varie realtà cittadine presenti.

Partecipazione numerosa e attiva

«Una manifestazione molto partecipata, con tanti bambini coinvolti nelle varie tappe. Significativa la presenza dei rappresentanti delle Amministrazioni di Vanzago, Sedriano e Pregnana Milanese. Veramente indovinati e coinvolgenti gli argomenti scelti per sottolineare le tematiche proposte dal messaggio di Papa Leone per la Giornata mondiale della pace», commenta il presidente dell’associazione «Luigi Magugliani – Museo del Legno» Gaetano Olchini.

Il significato più profondo

«C’è un momento, ogni anno, in cui le vie della nostra città sembrano cambiare volto. Accade durante la Marcia della pace, che quest’anno ha raggiunto la sua 25esima edizione, un traguardo che racconta la tenacia di una comunità che continua a credere che la pace sia un cammino possibile – afferma Carlo Vismara, presidente del circolo Acli di Corbetta – A rendere ancora più significativo l’appuntamento è stata la presenza numerosa di famiglie con bambini. Una partecipazione che non solo ha dato colore e vitalità al percorso, ma ha anche ricordato come il desiderio di pace attraversi le generazioni e si trasformi in un gesto educativo, capace di seminare fiducia nel futuro».

Il messaggio diffuso da Papa Leone XIV per la Giornata mondiale della pace 2026 «ha aggiunto un ulteriore livello di profondità: un invito a muoversi “verso una pace disarmata e disarmante”, capace di trasformare i rapporti umani e di restituire fiducia in un tempo segnato da tensioni e incertezze – prosegue Vismara – Chi ha partecipato almeno una volta lo sa: la Marcia non è una parata, ma un racconto in movimento. Ogni passo porta con sé una storia, un dubbio, una speranza. C’è chi cammina per ricordare che la pace è un bene fragile, che si incrina facilmente quando prevalgono paura e diffidenza. C’è chi cammina perché crede nel dialogo, nella capacità di ascoltare prima di giudicare, di costruire ponti invece di alzare muri. E c’è chi cammina semplicemente perché sente che, in un mondo che spesso risponde ai conflitti con nuove forme di aggressività, è necessario ribadire che la convivenza nasce dalla mitezza, dalla responsabilità, dalla volontà di disinnescare le tensioni prima che esplodano».

Un’idea, questa, che «risuona anche nelle parole del Papa, quando ricorda che la pace “vuole abitarci” e che, se non viene coltivata, rischia di lasciare spazio a logiche di dominio e paura – sottolinea il presidente del circolo Acli – In questo orizzonte si inserisce anche il richiamo alla “bontà disarmante”, un’immagine che sembra fatta apposta per raccontare ciò che accade lungo il percorso della Marcia. La bontà non fa rumore, non pretende, non si impone. Eppure, ha la forza di cambiare gli sguardi, di far cadere le difese, di aprire spiragli dove sembrava esserci solo chiusura. È la stessa logica che anima la diplomazia, la mediazione, il dialogo tra culture diverse: strade lente, pazienti, che richiedono fiducia e impegno».