Il caso

Fine vita, l’Asst Ovest Milanese aveva già dato l’ok: Domenico lo scopre solo in tribunale

L'uomo, assistito dal team legale dell'Associazione Luca Coscioni, aveva presentato un ricorso d'urgenza dopo mesi di attesa per ottenere la relazione della Commissione medica.

Fine vita, l’Asst Ovest Milanese aveva già dato l’ok: Domenico lo scopre solo in tribunale

La commissione medica dell’Asst Ovest Milanese aveva già accertato che Domenico, 59 anni, presenta i quattro requisiti previsti dalla Corte costituzionale per l’accesso al suicidio medicalmente assistito. Il diretto interessato lo ha appreso soltanto durante il procedimento avviato davanti al tribunale, dopo mesi di attesa e numerosi solleciti.

Fine vita, il caso di Domenico

La vicenda, resa nota dall’Associazione Luca Coscioni, riguarda il 59enne lombardo affetto da sclerosi multipla secondariamente progressiva, che nel novembre 2025 aveva presentato all’Asst Ovest Milanese la richiesta di verifica delle condizioni previste dalla sentenza della Corte costituzionale sul fine vita. Dopo oltre sette mesi, non aveva ancora ricevuto né la relazione conclusiva della commissione medica né il parere del Comitato etico. Assistito dal collegio legale dell’Associazione Luca Coscioni, coordinato dall’avvocata Filomena Gallo, Domenico aveva quindi diffidato l’azienda sanitaria e successivamente presentato un ricorso d’urgenza al tribunale.

La relazione del 18 maggio

Nel corso del giudizio è emerso dagli atti depositati dall’Asst che la Commissione medica multidisciplinare aveva concluso il proprio lavoro il 18 maggio 2026, accertando, a maggioranza, la sussistenza dei quattro requisiti previsti dalla Corte costituzionale per l’accesso al suicidio medicalmente assistito. Nella relazione erano indicate anche le modalità di esecuzione della procedura, compresi farmaci, dosaggi e sistema di autosomministrazione. Il contenuto della relazione, secondo quanto risulta dagli atti dell’Asst, non era stato comunicato a Domenico. La difesa ne è venuta a conoscenza soltanto attraverso la documentazione prodotta nel procedimento giudiziario. Dagli atti risulta inoltre che il 20 maggio la relazione è stata trasmessa al Comitato etico competente.

Il Comitato etico e gli approfondimenti

Il 25 giugno, l’Asst Ovest Milanese ha comunicato di aver ricevuto dal Comitato etico una richiesta di ulteriori approfondimenti sulle condizioni cliniche del paziente. Per questo è stata programmata una nuova visita della Commissione medica nella struttura in cui vive Domenico. Nel corso dell’udienza del 23 giugno, il 59enne ha espresso al giudice la propria esasperazione per i tempi della procedura: «Sono stanco, non ne posso più».

La malattia e l’attesa

A Domenico è stata diagnosticata una sclerosi multipla secondariamente progressiva nel 2009. Oggi riesce a muovere con difficoltà soltanto la mano sinistra ed è assistito quotidianamente dai caregiver per ogni attività essenziale. Soffre di dolori continui, è sottoposto a terapia antidolorifica complessa e necessita di assistenza continua. Secondo Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, «non si mette in discussione la necessità che il Comitato etico disponga di tutti gli elementi e svolga gli approfondimenti necessari, ma non si può ignorare la distanza tra i tempi delle procedure e il tempo vissuto dalla persona che attende. Gli approfondimenti devono essere accurati, ma anche svolti in tempi compatibili con le condizioni e con i diritti di chi attende».

La vicenda riaccende il dibattito sui tempi delle procedure previste per la verifica delle richieste di accesso al suicidio medicalmente assistito e sul ruolo delle aziende sanitarie e dei Comitati etici nel percorso delineato dalla Corte costituzionale.