Spettacolo

Ermes Frattini tra gli attori del film su Battiato

Dopo gli anni di studio al Centro sperimentale di Roma l’attore boffalorese ha intrapreso numerosi progetti nell’ambito del teatro, per "sbarcare" poi anche nel mondo cinematografico

Ermes Frattini tra gli attori del film su Battiato

Dai primi spettacoli nella compagnia dell’oratorio fino ai palchi di prestigiosi teatri e nei set cinematografici. La passione per la recitazione e il percorso artistico dell’attore Ermes Frattini, 33 anni, papà di una bimba, sono partiti proprio da Boffalora sopra Ticino, dove tuttora vive con la sua famiglia e dove è da sempre membro attivo della comunità.

Al cinema e in tv

«Franco Battiato. Il lungo viaggio», film diretto da Renato De Maria, dopo il successo al cinema nei giorni scorsi è andato in onda in prima serata anche in tv. «La pellicola racconta il percorso umano e artistico del grande musicista, dagli esordi fino al ritorno nella sua terra, tra ricerca spirituale e successi musicali – racconta il sindaco Sabina Doniselli – Un motivo di orgoglio per il Comune di Boffalora sopra Ticino è che nel cast figura anche il boffalorese Ermes Frattini, che nel film interpreta Juri Camisasca». Così in tanti a Boffalora si sono piazzati in modalità divano, telecomando e tv accesa per guardare questo film: «Un’occasione speciale per sostenere il talento di Ermes Frattini e per non perdere un film di grande qualità», afferma Doniselli.

Il teatro e gli studi

«Ho iniziato intorno ai 17 anni all’oratorio di Boffalora insieme agli animatori – racconta Ermes Frattini, classe 1992 – Con un gruppo di persone e con Lorenzo De Ciechi, che per anni è stato referente del Teatro Lirico di Magenta, abbiamo creato una compagnia teatrale con cui abbiamo realizzato alcuni spettacoli. Da lì mi sono innamorato del teatro, così dopo le superiori ho scelto di fare una scuola attoriale e, dopo un anno a Londra, sono entrato al Centro sperimentale di Roma, dove ho studiato per tre anni e mezzo». In seguito il boffalorese ha cominciato a lavorare a teatro e a fare le prime esperienze in alcuni set cinematografici, dopo alcuni provini tramite la sua agenzia «Service cast artistico».

Il periodo di crisi e la ripartenza

Nel periodo post covid «ho avuto un momento di crisi e mi sono per un po’ allontanato da questo mondo, ma dopo un anno senza copioni ho capito che non riuscivo a pensare la mia vita senza la recitazione, mi mancava il contatto col pubblico e mi sono reso conto che, come ci diceva il prof del Centro sperimentale Giancarlo Giannini, quella dell’attore è una “vocazione” – prosegue Frattini – Così nel 2021-22 ho ripreso a fare teatro e ho cominciato a lavorare con la Compagnia PianoinBilico, nata da un’idea di Silvia Giulia Mendola, attrice e regista, con la quale abbiamo messo in scena un progetto su Shakespeare con lo spettacolo “Sogno di una notte di mezza estate”. Il 20 marzo invece saremo all’Agorà di Robecco con “I segreti di Milano” di Testori».

Il film e i prossimi obiettivi

Il vero approdo nei set cinematografici, dopo alcune prime piccole parti, è arrivato con il film «Lo spietato», diretto da Renato De Maria, con l’attore Scamarcio, e poi con un ruolo più significativo nel film su Battiato, sempre di De Maria, girato a Milano e in Sicilia. «In questo film per la prima volta anche nel cinema ho avuto un ruolo non marginale, interpretando un personaggio con una sua parabola. È stato un lavoro molto interessante, che mi ha ricordato un po’ il teatro in termini di costruzione del personaggio da interpretare», spiega Ermes Frattini. I prossimi obiettivi? «La cosa più importante è essere felice di quello che faccio. Sto riprendendo un progetto iniziato dieci anni fa su Dario Fo, di cui quest’anno ricorre il centenario della nascita: il “Mistero buffo”, che abbiamo presentato il 21 febbraio in uno spettacolo all’aperto a Milano ed è stata un’esperienzL’attore Ermes Frattina che mi ha riempito il cuore. Inoltre dopo il film di Battiato mi piacerebbe proseguire con altri nuovi progetti anche nel mondo del cinema», afferma.

L’amore per il suo paese

Il legame con Boffalora resta forte: «Il mio paese mi ha dato tanto e qui vivo il senso vero di comunità, di cui io e tanti altri ci sentiamo responsabili. Quando sono qui cerco di dare una mano per le varie iniziative, feste e ricorrenze. Senza l’oratorio non sarei la persona che sono. Le cose più belle sono nate qui in paese», conclude.