Una serata, quella di sabato 7 marzo 2026, ricca di contenuti e idee. Alla Libera Masseria, bene confiscato e ridato alla comunità. si è tenuto il convegno “30 anni dalla legge 109/96 – 10 anni di Libera Masseria”. Un momento importante per ripercorrere la storia di questo bene, confiscato alla ‘ndrangheta, assegnato in via definitiva (da giugno 2015) al Comune di Cisliano e in concessione all’associazione U.C.A.P.TE, che è attualmente in fase di ristrutturazione.
Un serata dedicata ai beni confiscati
Tanti gli esponenti di spicco delle istituzioni e delle associazioni intervenuti per fare un punto sui beni confiscati che, oltre a essere un’opportunità per il loro riutilizzo a fini sociali, sono anche un importante simbolo di legalità e lotta alle mafie, e che hanno bisogno (soprattutto quelli di grandi dimensioni) dei necessari finanziamenti per essere restituiti alla comunità.
Al termine della serata sono state raccolte le firme per la campagna organizzata da Libera “Diamo linfa al bene”, che ha l’obiettivo di ottenere il 2% del Fondo Unico di Giustizia (costituito dal denaro sequestrato alla criminalità) per il recupero dei beni confiscati. Per i cittadini che desiderassero firmare, le cartoline sono disponibili negli uffici comunali al piano terra. Un gesto che richiede solo pochi minuti e che è fondamentale per il futuro dei beni sottratti alle mafie. Oltre ai rappresentanti dell’Amministrazione, il sindaco Ilaria Mora e il vicesindaco Lucà Durè, c’erano don Massimo Mapelli presidente di U.C.A.P.TE, Alessandra Dolci, Coordinatrice della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano, Renato Saccone, già Prefetto di Milano, Sergio Pomari, responsabile Legalità SPI CGIL Lombardia, Paola Pollini (Presidente Commissione regionale Antimafia) e Massimo Caponnetto, figlio di Antonino Caponnetto giudice antimafia, con la sua testimonianza.
Il confronto politico-istituzionale
In programma anche il confronto politico-istituzionale con Marco Alparone, vicepresidente di Regione Lombardia, Michela Palestra, consigliera regionale Patto Civico, Silvia Scurati, consigliera regionale Lega, Simone Negri, consigliere regionale PD, e Rino Pruiti, consigliere della Città Metropolitana con delega alla Legalità.
“Sabato sera ho partecipato alla serata organizzata nel trentesimo anniversario della legge 109/96 che ha reso possibile il riutilizzo sociale dei beni confiscati e a dieci anni dalla nascita della Libera Masseria, un luogo simbolo di legalità e di restituzione alla comunità dei beni confiscati alla criminalità organizzata – ha affermato Silvia Scurati. Un momento di confronto importante tra istituzioni, associazioni e rappresentanti del territorio per riflettere sul valore del riutilizzo sociale dei beni confiscati e sull’importanza di promuovere ogni giorno cultura della legalità e impegno civico”.
Paola Pollini (Presidente Commissione regionale Antimafia) in relazione alla serata ha sottolineato:
«La presenza di rappresentanti delle istituzioni e della società civile è un segnale importante. La Commissione regionale Antimafia è impegnata a snellire le procedure per il recupero dei beni confiscati, per permettere a Comuni ed enti del Terzo settore di ottenere maggiori risorse da destinare alla gestione, così che questi beni possano essere restituiti alla socialità al fine di rafforzare la presenza dello Stato sui territori. In questa direzione si inserisce anche la campagna per la raccolta firme di Libera “Diamo linfa al bene”, che richiama l’attenzione pubblica sul valore del riutilizzo sociale dei patrimoni confiscati. Sempre in un’ottica di valorizzazione e gestione di questi beni, la Commissione regionale Antimafia ha chiesto alla Giunta regionale di interloquire con il Governo, in sede di Conferenza Stato-Regioni, per arrivare a una distribuzione più equa dei fondi destinati al recupero dei beni confiscati».
Una serata molto partecipata che ha visto anche la presenza del consigliere regionale Pd Simone Negri :
“Nel ripercorrere i 10 anni di Libera Masseria mi sono reso conto di quanto questa esperienza sia stata incredibilmente dura e quale “croce” stiano sostenendo don Mapelli ed il suo gruppo. Il fatto di conoscerli e di sapere con quanto impegno e determinazione diano seguito ai tanti progetti che hanno lanciato, forse non mi ha mai fatto dubitare del traguardo. Ma non bisogna dare nulla per scontato e la sfida é prometeica: un bene enorme (forse il bene confiscato piú grande della Regione), risorse che mancano per la ristrutturazione, le incognite della futura gestione. Dover girare sempre a 1.000 per essere polo d’attrazione e sfuggire alle nebbie del disinteresse – sottolinea Negri – Regione Lombardia deve fare di piú. Per questa realtà e per i tanti beni confiscati in giro per il territorio: servono piú fondi e serve a mio parere una gestione sovracomunale di queste realtà (magari attraverso i piani di zona?), nell’ottica di una responsabilità condivisa, dell’unione delle forze e degli sforzi. Dell’efficienza. Anche perché in questi anni Libera Masseria ha avuto un richiamo che va bene oltre Cisliano. Si é imposta come un presidio di legalità e di risposte sociali a tutto il Sud-Ovest milanese. É un patrimonio comune. Ed é giusto che si sia in tanti ad occuparcene”.
