Accompagnare i giovani alla scoperta della dimensione missionaria della vita cristiana, attraverso un percorso di formazione, servizio, ascolto e incontro.
Da Arese allo Sri Lanka: la scelta missionaria di Elena
È questo l’obiettivo del Cammino Missionario del Movimento Giovanile Salesiano Lombardia-Emilia, promosso dal Centro Salesiano di Pastorale Giovanile di Milano in collaborazione con la Fondazione Opera Don Bosco, le Figlie di Maria Ausiliatrice della Lombardia e dell’Emilia-Romagna e l’Associazione Amici del Sidamo.
Il Cammino Missionario si rivolge a giovani dai 18 ai 28 anni che desiderano approfondire il senso della missione nella propria vita e confrontarsi con esperienze di volontariato, anche attraverso la possibilità di vivere un’esperienza estiva di servizio in terra di missione.
Durante il percorso vengono proposte occasioni di formazione, momenti di fede, incontri con testimoni di vita missionaria, esperienze di servizio, approfondimenti culturali e spirituali, oltre al contatto con realtà impegnate in Italia e nel mondo a favore delle persone più povere e bisognose.
I numeri del progetto
Dal 2023 ad oggi, più di 100 giovani hanno partecipato al cammino formativo e molti di loro hanno poi vissuto esperienze di volontariato missionario durante il periodo estivo.
Quest’anno saranno 30 i giovani in partenza, suddivisi in tre gruppi e destinati a tre mete differenti. Tra le storie di chi ha scelto di mettersi in cammino c’è anche quella di Elena Corigliano, giovane di Arese, che si prepara a partire per un anno nella missione di Negombo, in Sri Lanka.
La storia di Elena
“Nella mia vita, fin da piccola, mi è stato trasmesso il valore di aiutare chi è più povero – racconta Elena – La mia famiglia, e soprattutto i miei genitori, sono sempre stati per me un esempio e ho sempre ammirato il loro modo di vivere. Nel corso degli anni ho cercato di vivere con semplicità, dedicando buona parte del mio tempo agli altri”.
Un percorso personale che Elena ha coltivato anche attraverso gli studi e la professione. Educatrice professionale e musicoterapeuta, ha vissuto diverse esperienze di volontariato che l’hanno portata a interrogarsi in modo sempre più profondo sulla possibilità di dedicare un tempo più lungo alla missione.
Dubbi e consapevolezza
“Rispetto a quando ho iniziato il Cammino Missionario proposto dal Movimento Giovanile Salesiano della Lombardia ed Emilia-Romagna – prosegue – inizialmente guidata dall’entusiasmo di vivere un’esperienza lunga di missione, oggi mi trovo con molte più domande, paure, dubbi e incertezze. Proprio questo, però, mi fa pensare che sto prendendo seriamente la scelta di partire”.
Una scelta maturata nel tempo, non come risposta impulsiva, ma come ascolto di un desiderio profondo.
““La pace del cuore è la bussola per ogni decisione”: questa frase esprime bene da dove nasce il mio desiderio di partire. Non mi è mai stato chiesto esplicitamente di andare in missione; è semplicemente un desiderio che ho sempre portato nel cuore. Tuttavia, la vita moderna e la velocità che caratterizza le nostre giornate non mi hanno mai permesso di ascoltarlo fino in fondo, finché non ho deciso di fermarmi”.
La missione in Sri Lanka
Per Elena, la partenza in Sri Lanka rappresenta la possibilità di mettere a disposizione tempo, competenze e presenza, entrando con rispetto in una realtà nuova.
“Oggi so che sto scegliendo e chiedendo la possibilità di partire per un anno di missione in Sri Lanka, per donare il mio tempo e il mio aiuto a chi ne ha più bisogno. Un tempo lungo mi permetterà di conoscere più a fondo una nuova realtà, cercando anche di donare qualcosa di mio attraverso progetti di musicoterapia”.
Il valore del percorso
La sua testimonianza restituisce il senso più autentico del Cammino Missionario sostenuto anche da Fondazione Opera Don Bosco: non solo un’esperienza di volontariato, ma un itinerario umano e spirituale che porta i giovani a interrogarsi sul proprio posto nel mondo, sulla fede, sul servizio e sulla capacità di costruire relazioni autentiche.
“Scrivere nero su bianco queste parole mi aiuta a prendere ancora più consapevolezza di questa scelta – conclude Elena – e, certa del fatto che in missione si dona tanto quanto si riceve, mi sento pronta a lanciarmi in questa avventura. Non voglio lasciarmi guidare dalle paure, ma affidarmi a ciò che Dio ha in mente per la mia vita. “A un certo punto, poi, devi solo buttarti: non c’è altro strumento che… buttarsi.” Con la consapevolezza, però, di non buttarmi nel vuoto da sola, ma accompagnata dalla mano di Dio”.
Attraverso il Cammino Missionario del Movimento Giovanile Salesiano Lombardia-Emilia, Fondazione Opera Don Bosco conferma il proprio impegno nel sostenere percorsi educativi capaci di generare nei giovani domande, responsabilità e desiderio di servizio. Un’esperienza che, anno dopo anno, continua ad accompagnare nuove partenze e nuove storie di vita condivisa.