Storia

Crisi Medio Oriente, rientra in Italia dopo tre giorni di viaggio e 1600 euro spesi

Renato Ciuffo di Turate è rimasto in Thailandia per oltre una settimana dalla cancellazione del volo a seguito del blocco dello spazio aereo.

Crisi Medio Oriente, rientra in Italia dopo tre giorni di viaggio e 1600 euro spesi

Renato Ciuffo di Turate, bloccato da oltre una settimana in Thailandia a causa della guerra che sta infiammando il Medio Oriente, è riuscito a partire solo giovedì da Bangkok e ha fatto ritorno questa mattina, sabato 14 marzo, all’aeroporto di Malpensa. Un vero e proprio «viaggio della speranza», che ha rappresentato però l’unica possibilità trovata, e anche a caro prezzo, per arrivare in Italia senza passare dagli Emirati Arabi, dove è stato bloccato lo spazio aereo.

Crisi Medio Oriente, il viaggio “infinito” di Ciuffo

«Si tratta di un volo che parte da Bangkok e raggiunge Hong Kong. Qui io e mia sorella Gabriella abbiamo dormito una notte e il giorno seguente siamo partiti per Pechino dove, dopo uno scalo di tre ore, ci siamo imbarcati per Malpensa, dove finalmente siamo atterrati questa mattina, sabato. Per questo viaggio di tre giorni spenderemo ben 1600 euro a testa. Non è neanche così certo che verremo rimborsati per questo alto esborso non preventivato, perché in caso di conflitti bellici le compagnie aeree non rispondono», racconta amareggiato il turatese.

Il precedente volo cancellato per il blocco dello spazio aereo

Passata la preoccupazione di sentirsi a troppi chilometri da casa senza certezza sul ritorno e la rabbia per il disagio causato dal volo della compagnia «Etihad Airway» cancellato settimana scorsa, con tanto di impegni lavorativi e personali annullati, Ciuffo e la sorella hanno deciso di sfruttare al meglio i dieci giorni in più in Thailandia: «Bloccati a Bangkok, troppo calda, caotica e inquinata, per non continuare a pensare alla situazione surreale che stavamo vivendo, abbiamo deciso di prendere un aereo interno per Chiang Mai, nell’entroterra thailandese, dove ci attendeva un’amica di vecchia data, Pisutthy. Ha 42 anni e l’ho conosciuta durante un viaggio a Bangkok circa 18 anni fa. Lei è un sergente della polizia turistica thailandese ed è stata proprio lei a darmi l’opportunità di adottare a distanza Jeb. Lui era un bimbo rimasto senza genitori ospitato in un orfanotrofio della zona di Chiang Mai, al confine con la Birmania. In tutti questi anni sono sempre rimasto in contatto con lei. Ritrovarla ha dato senso a un’esperienza che si era trasformata in un incubo, pur essendo partita con le migliori premesse: infatti ero in Thailandia proprio per conoscere personalmente Jeb, che ora è maggiorenne ed è diventato un monaco buddista». Infine: «Poterlo abbracciare e sentire da lui parole di ringraziamento per l’aiuto economico che aveva ricevuto da me negli anni è stata un’emozione indescrivibile. Da monaco mi ha benedetto e mi augurato un futuro carico di soddisfazioni e di felicità. Speriamo sia davvero così dopo un rientro in Italia molto travagliato».