Nuvole minacciose si addensano sul futuro della storica azienda. Una doccia fredda per i dipendenti che dopo mesi di incertezza avevano ricevuto segnali di speranza. A seguito di verifiche approfondite, sono emersi rischi non prevedibili per la continuità aziendale tali per cui non sussistono più le condizioni per il completamento dell’acquisizione della Società lombarda con sede principale ad Abbiategrasso.
Un complessivo deperimento del sistema industriale
Con riferimento al comunicato stampa diffuso l’11 settembre scorso in cui il Gruppo Fulchir, importante gruppo industriale italiano, annunciava il proprio ingresso nel capitale di Bcs S.p.A., storica azienda produttrice di macchine agricole con i marchi BCS, Ferrari, Pasquali e Mosa, si comunica che:
“A seguito dell’analisi approfondita effettuata al momento dell’accesso all’azienda, sono emerse criticità significativamente superiori rispetto a quelle inizialmente valutate, che rendono attualmente impossibile la finalizzazione dell’operazione. In particolare, è stato riscontrato un complessivo deperimento del sistema industriale, con rilevanti difficoltà nella disponibilità dei componenti, nella continuità delle forniture e nella riattivazione dei processi produttivi. Inoltre, la situazione della supply chain si è rivelata particolarmente complessa, anche per effetto delle compromissioni intervenute nella rete dei fornitori e delle conseguenti difficoltà a cascata nel reperimento di componenti e materiali necessari alla produzione” si legge in una nota del Gruppo Filcher
Tale situazione avrebbe comportato tempi, costi e rischi operativi difficilmente prevedibili in fase iniziale, oltre al rischio di trovarsi in una posizione di forte dipendenza nei confronti di alcuni fornitori strategici, con possibili condizioni di fornitura non sostenibili.
Il Gruppo Fulchir fa un passo indietro
Alla luce di questi elementi, che hanno modificato in maniera sostanziale le valutazioni iniziali sull’operazione, e di comune accordo con BCS,
“Il Gruppo Fulchir ha ritenuto opportuno non procedere al completamento dell’acquisizione delle quote, lasciando all’azienda la prosecuzione delle procedure in corso” conclude la nota.