Il problema a Castano

Caso moschea: Lega e gruppo misto abbandonano il Consiglio

Dopo le polemiche in piazza tra Lega e associazioni islamiche, il Carroccio cittadino decide di lasciare il Consiglio: ecco perché.

Caso moschea: Lega e gruppo misto abbandonano il Consiglio
Attualità Legnano e Altomilanese, 29 Giugno 2021 ore 09:49

Continua la discussione sul cosiddetto "caso moschea" a Castano Primo, dove ieri sera, lunedì 28 giugno 2021, la Lega e i due consiglieri del gruppo misto hanno deciso di abbandonare l'aula.

Caso moschea, la decisione della Lega

A prendere parole prima dell'inizio della trattazione dei temi all'ordine del giorno è stata la capogruppo de Il Patto del Cambiamento (ormai rappresentato solo dal Carroccio) Morena Ferrario:

"Signor sindaco, in questo periodo ha dimostrato più che mai la sua inadeguatezza. Lei dovrebbe rappresentare tutta la cittadinanza castanese e non solo coloro che le hanno permesso di sedere su quella sedia. Spesso leggiamo suoi commenti e opinioni su avvenimenti locali e nazionali, reali o di fantasia, ma non abbiamo sentito nessun suo commento sugli incresciosi accadimenti avvenuti domenica 20 giugno 2021 a Castano Primo, a tutela della libertà di opinione e manifestazione pacifica costituzionalmente previsti. Da sindaco social qual è, da una settimana, ha deliberatamente ignorato che un gruppo di cittadini nonché rappresentanti quanto lei di una parte della cittadinanza siano stati accerchiati da un gruppo di persone al fine di zittirili e impedire loro la pacifica e libera espressione delle proprie idee. I fatti dimostrano che l'aggressione era pianificata e premeditata, tant'è che tra le persone intervenute ve ne erano di diverse associazioni islamiche provenienti da diversi Comuni e appartenenti anche a taluni partiti. Ci rammarica vedere che i suoi richiami ai principi costituzionali vengano da lei volontariamente omessi in maniera strumentale. Noi consiglieri del Patto del Cambiamento siamo sempre sostenitori della libertà e della democrazia, quella vera, quindi non ci possiamo sentire rappresentati da lei che, come sindaco, ha chiuso totalmente ogni forma di dialogo sostenendo che chi non la pensa come lei è 'Una persona che cerca con l'odio un avversario da accusare'. Oggi non possiamo che lasciarla da solo nel suo ego e in segno di protesta abbandoniamo l'aula e la invitiamo a riflettere su quanto accaduto per il bene di tutti i castanesi".

Ferrario e i suoi consiglieri Daniele Rivolta e Silvia Colombo sono così usciti dall'aula non senza polemiche e discussioni con la maggioranza.

Il sostegno di Roberto Colombo e Giovanni Griffanti

A uscire dall'aula anche i consiglieri del gruppo misto Roberto Colombo - in rappresentanza di Forza Italia e Fratelli d'Italia - e Giovanni Griffanti per mostrare solidarietà alla Lega. "Noi abbiamo espresso solidarietà - ha dichiarato Colombo - In ogni caso penso che questa Amministrazone non sappia gestire il problema Madni. Per questo, uscendo, chiedo che si istituisca una Commissione non tanto per cercare colpe, ma per capire come uscire dal problema".

Tra le opposizioni resta solo il Comitato per Castano

A rimanere in aula, dopo l'uscite delle altre minoranze, solo Alberto Moiraghi del Comitato per Castano:

"Noi rimaniamo per vicinanza a tutti quei cittadini che ci hanno votato. Per noi, sulla questione, si sono commessi tre errori. Il primo quello della Lega di scrivere su un volantino 'No moschea', dopo che addirittura la Corte Costituzionale ha chiesto di modificare alcuni commi della legge regionale definita 'anti moschea'. Diventa un modo per prendere in giro le persone... Il secondo errore è da rilevare nel gesto dei rappresentanti delle associazioni islamiche che, irritate da questo slogan, hanno deciso di arrivare in piazza con 50 persone e con un atteggiamento che sembra essere stato in qualche misura intimidatorio. Sarebbe un aspetto da approfondire, spiegando che questi gesti creano solo tensioni. Il terzo errore è da rilevare nel comportamento dell'Amministrazione, sempre pronta a commentare. Questa volta il suo silenzio è stato assordante. Visto lo stallo, sarebbe da creare un incontro anche con le associazioni, i residenti e i cittadini interessati".

La replica del sindaco

Ha replicato il sindaco Giuseppe Pignatiello:

"Ho visto alcuni video di quella domenica e non ho ravvisato la violenza che dice la Lega, mentre c'è stata violenza verbale anche nei miei confronti da chi per primo, come il consigliere Rivolta, ha deciso di usare i social per questa questione. In ogni caso ho cercato di non esasperare troppo quanto è successo, mi spiace che non avete colto il significato del mio silenzio. Ora, il mio unico obiettivo è cercare di creare una situazione in cui tutta la comunità stia bene. E se le Commissioni proposte hanno come obiettivo reale il cercare una soluzione, allora ben vengano".