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Caprioli, concluso il censimento nel Parco del Ticino

Contati nell'area oltre 30 esemplari in un solo giorno, stimando una densità di individui pari a 31.2 esemplari per chilometro.

Caprioli, concluso il censimento nel Parco del Ticino
Attualità Magenta e Abbiategrasso, 17 Novembre 2021 ore 14:29

Oltre trenta esemplari di capriolo contati in un solo giorno, secondo il censimento. La popolazione presente nei boschi della Valle del Ticino, frutto di un primo nucleo reintrodotto dal Parco a metà degli anni ‘90, si presenta ampia e vitale, ben inserita in un contesto naturale nel mezzo della pianura padana.

Il censimento

Un dato rilevante perché il capriolo è fra le specie di cervidi che più beneficia di miglioramenti nel livello di protezione ambientale. Si è appena concluso il censimento dei caprioli 2021 in un’area campione di elevato pregio naturalistico all’interno del Parco lombardo della Valle del Ticino. Un monitoraggio condotto all’interno del Parco, coordinato, come di consueto, dal Prof. Alberto Meriggi del Dipartimento di Scienze della Terra e dell'Ambiente dell’Università di Pavia con la collaborazione della Dott.ssa Olivia Dondina del Dipartimento di Scienze dell’Ambiente e della Terra dell’università di Milano-Bicocca.

Una specie ben inserita

Quest’anno il censimento ha visto la partecipazione congiunta di un nutrito gruppo di studenti e giovani ricercatori dell’Università di Pavia e dell’Università di Milano-Bicocca insieme ai Volontari del Parco lombardo del Ticino (G.E.V. e A.I.B., volontari della Biodiversità, volontari del Servizio Civile) oltre al personale del Settore Fauna del Parco e alla Guardiaparco referente per la zona. Il capriolo (Capreolus capreolus) è fra le specie di cervidi che più beneficia di miglioramenti nel livello di protezione ambientale, della presenza di aree forestali ben conservate e di una riduzione della pressione venatoria. La popolazione presente nei boschi della Valle del Ticino, frutto di un primo nucleo reintrodotto proprio dal Parco a metà degli anni novanta, gode di queste condizioni e si presenta, quindi, come ampia e vitale, ben inserita in un tale contesto naturale nel mezzo della pianura padana.

Trenta esemplari in un giorno

Il censimento del capriolo si ripete ormai da 7 anni nei boschi dell’area dell’Azienda Agricola Salvaraja a sud della Riserva Naturale Orientata “La Fagiana”. Fra farnie, carpini, olmi, ontani e noccioli trovano rifugio gli esemplari contati nei giorni scorsi durante un censimento in battuta, replicato in due sessioni svolte a una settimana di distanza su una serie di aree campione predefinite. In ogni settore, osservatori fissi, disposti lungo tre lati del perimetro del settore di battuta, sono addetti all’osservazione e al conteggio degli animali presenti, mossi dal progressivo avanzamento di un fronte mobile di battitori, disposti sul quarto lato del settore. Complessivamente hanno partecipato al censimento circa 50 persone così organizzate. Questa del conteggio in battuta è una tecnica di campionamento che tende a far spostare i caprioli attraverso l'azione dei battitori in movimento, che li spingono verso la zona dove sono fermi gli osservatori pronti a contarli. Il momento più adatto per lo svolgimento di questo tipo di censimento è il mese di aprile, ma considerato il periodo di sospensione dell’attività causato della pandemia, quella condotta in questi giorni può considerarsi una sorta di sessione speciale del censimento per l’anno 2021. I censimenti di quest’anno hanno permesso di contare nell'area oltre 30 esemplari in un solo giorno, stimando una densità di individui pari a 31.2 esemplari per chilometro quadrato segno questo, considerato anche il periodo dell’anno, di una popolazione che si mantiene vitale e stabile all’interno dell’area protetta.

Il commento

“Questo evento - commenta il consigleire delegato del Parco del Ticino, Francesca Monno - ha rappresentato non solo un momento importante per l’acquisizione di dati scientifici, ma anche un importante segnale di collaborazione fra il mondo della ricerca dell’Università di Pavia e dell’Università di Milano-Bicocca e il personale e i volontari del Parco del Ticino.”