La novità per le famiglie

Buoni pasto scolastici, da settembre cambia il costo

Rincaro per la fascia più alta, ma si alza la soglia per chi paga il minimo. Formula dell'Isee lineare con tariffa personalizzata tra i 10mila e i 20mila euro

Buoni pasto scolastici, da settembre cambia il costo

Il cambiamento del costo dei buoni pasto per il prossimo anno scolastico nella scuole dell’Istituto comprensivo Silvio Pellico è stato al centro del dibattito nella seduta del Consiglio comunale di Arluno lunedì sera. A tirare fuori la questione, con un’interrogazione, è stato il consigliere di minoranza del gruppo Alfieri Sindaco – Arluno Domani Massimo Mario Garegnani, che ha chiesto alla maggioranza spiegazioni circa «il rincaro da 5,10 euro a 6 euro, con un aumento del 18% giornaliero a buono pasto, per chi ha un Isee superiore a 20mila euro», lamentando anche la «mancata comunicazione preventiva, che non è stata fatta neppure in commissione».

Le modifiche

A rispondere è stata l’assessore a Educazione, Infanzia, Politiche scolastiche ed educative Miriam Chiodini: «Dal nuovo anno scolastico 2026-27 è previsto un rincaro del buono pasto per la mensa scolastica ma con un’importante novità: cambia anche il sistema di calcolo. Innanzitutto la soglia minima Isee è stata portata da 8mila a 10mila euro e questo significa che più famiglie pagheranno 2,50 euro al pasto; inoltre con il nuovo sistema di calcolo non ci saranno più le fasce ma verrà applicato l’Isee lineare: ogni nucleo familiare con un Isee compreso tra i 10mila e i 20mila euro avrà una tariffa personalizzata, quindi ognuno pagherà in rapporto al proprio reddito con l’obiettivo di garantire una maggiore equità e progressività».

Cosa succede in pratica? «Con un Isee fino a 10mila euro si paga il minimo, 2,50 euro a pasto; con un Isee sopra i 20mila euro si paga la quota massima di 6 euro a pasto; con un Isee invece compreso tra i 10mila e i 20mila euro si applica la formula dell’Isee lineare, formula che si trova sul sito del Comune – spiega l’assessore Chiodini – Perché la quota massima del buono pasto da settembre salirà a 6 euro? Perché come tutti purtroppo sappiamo sono aumentati notevolmente i costi delle materie prime, dell’energia, del personale e con la nuova gara di affidamento del servizio abbiamo dovuto adeguare le tariffe. Non è stata una scelta quindi ma una necessità. Quanto pagato dai genitori non copre l’intero costo del servizio, tanto che la quota da essi versata viene integrata annualmente dal Comune per circa 180mila euro».

Comunicazione tardiva

Quanto all’informazione tardiva nei confronti della commissione e delle famiglie, l’assessore Miriam Chiodini afferma: «Ci scusiamo per questa comunicazione che arriva in ritardo, avremmo dovuto avvisare prima. I tempi si sono allungati a causa della nuova gara d’appalto e di alcuni inconvenienti, ce ne assumiamo comunque tutta la responsabilità. Il nostro obiettivo è uno solo: quello di garantire un buon servizio a tutti i bambini e i ragazzi con tariffe più giuste per tutti. Il personale degli uffici ovviamente è a disposizione per spiegare nel dettaglio come viene calcolata la tariffa personalizzata per ciascuna famiglia e per qualsiasi ulteriore dubbio».