Dopo lo scalpore suscitato dalle accuse del sindaco Marco Ballarini a chi aveva pubblicato online la sua foto modificata con il naso da pagliaccio e alle insegnanti delle scuole corbettesi che avevano messo il «like», il gruppo di minoranza Noi Corbetta torna sulla vicenda per spiegare l’antefatto.
La vicenda ripresa dal gruppo Noi Corbetta
«Ecco tutta la storia – esordisce il gruppo, con l’intento ampliare il quadro della situazione – Avevamo visto anche noi il post incriminato che ha furoreggiato nei giorni scorsi e, sinceramente, anche noi ne eravamo rimasti indignati».
Non tanto per la foto, però:
«Indignati per quello che quel post raccontava, documentando con prove e foto alla mano quanto era accaduto pochi giorni prima in una scuola di Corbetta, e cioè la promozione e la vendita (in nero o con ricevuta?) del libro del nostro sindaco spacciata per “lezione di educazione civica” con tanto di fascia tricolore – afferma l’opposizione – Argomento che ovviamente non appare nei suoi video da povera vittima. Chissà come mai; toccato un nervo scoperto caro imperatore? A quanto pare sì, visto che in poche ore è partita la macchina del fango; la grande arma di distrazione di massa che pur di distogliere l’attenzione da ciò che infastidisce è disposta ad aizzare la rabbia e a dividere la città. C’è sempre chi gira la frittata a suo favore, ma se dovete cercare un esempio non proprio edificante per i ragazzi non andate chissà dove, gustatevi gli assurdi video che qualcuno pubblica su Tik Tok», conclude Noi Corbetta.
Il commento dell’ex assessore Alessandro Maggioni
A intervenire sulla vicenda è anche il corbettese, ex assessore, Alessandro Maggioni.
«Ho visto un video del sindaco Ballarini, davanti alla scuola Aldo Moro che, con tono grave come se si stesse parlando della guerra in Iran, Ucraina o Gaza, tirava fuori un discorso affranto, dai toni apocalittici sull’educazione, sulla vergogna che dovrebbero provare delle maestre che hanno messo un like a un nasino da clown messo sulla foto del sindaco, esponendo le maestre e la scuola al pubblico ludibrio della gogna mediatica», afferma Maggioni, esprimendo «massima solidarietà a tutte le maestre e i maestri: le maestre in pensione che si sono scandalizzate per un like a un nasino, si chiedano cosa c’era dietro al nasino prima di sputare sentenze indignate sulle loro ex colleghe».
L’ex assessore rincara:
«Mi son detto: è lui o non è lui che fa video in cui gioca ai videogiochi nell’ufficio del sindaco? È lui o non è lui che sulla scala del Comune, per promuovere il suo libro, fa un gestaccio esplicito. È lui o non è lui che fa un video in cui gioca alla morra cinese, sempre nelle stanze del Comune per, parole sue: “decidere chi vendere al mercato nero per comprare i biglietti”. È lui o non è lui che fa video in cui esordisce con una roba con cui si auto ridicolizza, altro che un nasino di clown, per spiegare il referendum come se fosse il festival di Sanremo in un pastrocchio tale che se fossi uno del sì mi arrabbierei come una bestia».
Alessandro Maggioni arriva poi al nocciolo della questione:
«Prima di fare le morali alle maestre che fanno un lavoro difficile perché i ragazzi e le ragazze spesso hanno modelli non proprio edificanti, dovrebbe evitare di andare nelle scuole in fascia tricolore a donare il suo libro, perché spero che non sia vero che lo venda, quindi sarebbe bene chiarire: lo dona o lo vende? – domanda – Insomma, se è una star di Tik Tok e se nell’essere ormai un uomo di spettacolo a volte entra nella categoria del “comico”, come può piangere per un nasino da clown?».