L’Amministrazione Comunale di Abbiategrasso ha rivelato che lo scorso 5 agosto la società Digital Milan 1 Srl ha presentato una proposta di Programma Integrato di Intervento (PII) conforme al vigente Pgt. Il progetto, attualmente all’attenzione degli uffici tecnici, propone la rigenerazione dell’area industriale dismessa “Ex Ropal” e la contestuale trasformazione dell’adiacente comparto “Tp 9 – Vigevanese”.
Il progetto in cifre
Il progeto prevede la nascita di un Campus Data Center ad alta tecnologia che si svilupperà su una superficie territoriale di 138.815 mq totali (72.265 mq nell’area Ex-Ropal e 66.550 mq nel comparto TP 9). L’impianto sarà strutturato su 3 fabbricati con un’altezza massima contenuta entro i 21 metri con una capacità energetica e connessione elettrica pari a 120 MW e potenza termica di 468 MW.
Trattandosi di un’opera di rilevanza strategica, l’iter non sarà gestito dal solo Comune, ma seguirà un rigoroso controllo multilivello che prevede anche una Cabina di regia regionale: Il percorso autorizzativo vedrà il coordinamento diretto di Regione Lombardia, Città Metropolitana di Milano, Arpa e dei gestori dei servizi a rete (idrica ed elettrica) per analizzare l’impatto cumulativo sul territorio.
Aspetti ambientali
A fronte delle discussioni che tipicamente accompagnano gli insediamenti ad alta tecnologia come i Data Center, il sindaco Cesare Nai premette:
“Allo stato attuale non si hanno elementi dettagliati rispetto alla tecnologia che sarà impiegata (si tratta di informazioni che entreranno in un secondo tempo a far parte dell’istruttoria) tuttavia, a fronte di un articolo uscito nei mesi scorsi su un quotidiano nazionale, la società in questione si è esposta anticipando che per il raffreddamento dei server si utilizzeranno sistemi a circuito chiuso che impiegano fluidi refrigeranti, evitando il prelievo continuativo di acqua dalla falda e scongiurando l’innalzamento della temperatura della stessa”.
Inoltre, l’operatore adotta policy aziendali che prevedono esclusivamente l’acquisto di energia da fonti rinnovabili.
Ricadute per il territorio
Un investimento di tale portata sul territorio comunale oltre a rigenerare un’area industriale da anni dismessa e sotto utilizzata porterà anche ricadute economiche/occupazionali nella fase di costruzione (attività edilizia), di funzionamento (occupazione specializzata nell’insediamento) e di mantenimento dell’impianto (occupazione qualificata per attività di sicurezza e costante manutenzione).
Le entrate stimate per le casse del Comune sono: 6 milioni di euro per oneri di urbanizzazione e 4 milioni di euro per compensazioni vincolate a opere di riqualificazione ambientale, oltre, allo studio, l ‘ipotesi di sfruttamento del calore con Teleriscaldamento per la città. Ora il piano sarà sottoposto a Valutazione Ambientale Strategica, con possibilità per cittadini e associazioni di presentare osservazioni.