Solidarietà

Anna Lisa Bergamaschi in missione in Benin e in Costa D’Avorio

La presidente del Gruppo missionario «Insieme si può» è partita il 6 luglio, poi l’1 agosto si sposterà in Costa d'Avorio, dove rimarrà fino a fine mese

Anna Lisa Bergamaschi in missione in Benin e in Costa D’Avorio

È partita a inizio luglio e si fermerà fino a fine agosto in Africa. Anna Lisa Bergamaschi, insegnante della scuola dell’infanzia, presidente del Gruppo missionario «Insieme si può» di Sedriano e membro del Comitato intercomunale per la pace, anche quest’anno ha deciso di dedicare i mesi estivi alle missioni in Benin, dov’è ora, e in Costa d’Avorio, dove si sposterà a inizio agosto.

L’accompagnamento dei giovani in missione

«Sono partita il 6 di luglio e rimarrò fino al primo agosto in Benin, poi mi trasferirò in Costa d’Avorio fino al 29 agosto – racconta – In entrambi i luoghi seguo due gruppi di giovani: in Costa d’Avorio saranno nove ragazze alla loro prima esperienza in missione, invece in Benin sono in sette, due delle quali alla prima esperienza. È un momento molto bello, questi ragazzi partono dopo il corso che facciamo coi frati cappuccini di Milano ed è quindi un po’ la conclusione di un percorso che facciamo durante l’anno, poi arriviamo qui e vivono l’esperienza in terra di missione».

L’affetto e il legame con la popolazione dei villaggi

Per Anna Lisa Bergamaschi «ogni volta il tornare in terra di missione è sempre un dono grandissimo, si vivono delle emozioni e delle esperienze che ti toccano veramente il cuore e te lo cambiano – afferma – Ad esempio quando sono arrivata qui il giorno dopo siamo andati nel villaggio, aveva appena smesso di piovere e quindi loro erano tutti rintanati nelle loro capanne, ma quando sono arrivata appena lì dentro nel villaggio ho iniziato a cantare il bans che è un po’ il simbolo della nostra storia insieme, lo cantiamo sempre all’inizio quando arriviamo nel villaggio e al termine quando ce ne andiamo. Appena lo ho intonato sono usciti tutti dalle loro capanne, saltavano, facevano le capriole e mi sono trovata avvolta in un abbraccio che mi ha fatto ritrovare quel pezzettino di cuore che avevo lasciato qui l’anno scorso. È proprio molto bello, ormai la gente per strada ci saluta con questo canto, tutti grandi e piccoli: è diventato un po’ l’inno ufficiale sia della Costa d’Avorio e sia del Benin, è proprio un nostro saluto, come un filo rosso che ci unisce e che le suore qui cantano spesso con loro anche durante l’anno, per cui ecco ti fanno sentire che qui anche se tu sei a casa».

La solidarietà e il sostegno della comunità sedrianese e non solo

Le persone conosciute nei villaggi «sono sempre nei miei pensieri, nel mio cuore e nelle mie preghiere – racconta Anna Lisa Bergamaschi – Durante l’anno io cerco di fare delle iniziative per raccogliere fondi insieme al Gruppo missionario di Sedriano e appunto nei prossimi giorni andrò proprio a vedere alcuni progetti che abbiamo sostenuto con il mercatino di natale». Una cosa che la donna sottolinea è proprio «la solidarietà di tanta gente della mia comunità di Sedriano, ma non solo, che mi accompagna sia materialmente che spiritualmente e questa è proprio una bella cosa, un sentire che tu sei qui ma dietro di te ci sono tante persone che ti accompagnano e mi piace pensare che io sono un piccolo pezzettino di un grande puzzle che ha come immagine questo gesto d’amore e di attenzione verso l’altro, questo bene che non conosce confini: è solo con questo cuore aperto all’altro che la vita ha valore», sostiene.

Il dono come scelta di vita

Quello che più di ogni altra cosa colpisce Anna Lisa Bergamaschi è «questo spirito di accoglienza, questo calore, questi abbracci che ti prendono dentro, sia dei piccoli che dei grandi – racconta – È proprio bello, cioè tu sei per strada, manchi da un anno e loro ti corrono incontro e ti ritrovi abbracciata a delle persone che tu al primo momento fai anche fatica a riconoscere chi sono e loro ti dicono, nella loro semplicità ma col loro cuore aperto, “grazie che sei tornata” e questo è quello che vivo quotidianamente. È la mia vita e sono felice di spenderla così: io do qualcosa, ma sicuramente quello che mi porto a casa è molto più grande di quello che io do».