Questa mattina, martedì 17 marzo 2026, l’auditorium dell’Annunciata di Abbiategrasso ha ospitato un momento di profonda riflessione civile alla presenza delle delegazioni di tutti gli istituti scolastici cittadini per festeggiare il 165° compleanno dell’Italia, in una cerimonia che ha saputo trasformare la memoria storica in un messaggio rivolto alle nuove generazioni.
L’iniziativa, coordinata con precisione da Assoarma sotto la guida del presidente Alberto Valsecchi, ha visto la partecipazione delle massime autorità locali: al fianco del sindaco, Cesare Nai, e dell’assessore all’Istruzione, Marina Baietta, erano presenti il capitano dei Carabinieri Francesco Lionello, il tenente colonnello dell’Esercito Danilo Montuori, il comandante della Stazione Carabinieri Fabio Irace e la vicecomandante della Polizia Locale Antonia Pionni.
La consegna del tricolore
La parte clou dell’evento è stata la consegna simbolica del tricolore a ogni istituto cittadino. Non si è trattato di un semplice omaggio formale, ma della volontà di affidare ai ragazzi una bandiera da esporre nei rispettivi edifici, affinché i valori di unità e libertà siano quotidianamente sotto gli occhi di chi rappresenta il domani del Paese. I discorsi delle autorità hanno ulteriormente arricchito il significato della mattinata, declinando il concetto di identità nazionale sotto diverse sfumature. Il primo cittadino ha voluto soffermarsi sull’importanza dell’unità nelle differenze, ricordando come l’Italia sia nata superando secoli di frammentazione e aspre rivalità tra comuni e fazioni. Con un tocco di ironia, ha paragonato le antiche lotte interne alle moderne passioni calcistiche, sottolineando quanto sia prezioso e non scontato, oggi, sentirsi parte di un’unica, grande comunità nazionale. A seguire, il tenente colonnello dell’Esercito Danilo Montuori ha portato la propria testimonianza professionale, evidenziando il valore solenne dell’alzabandiera che ogni mattina impegna i soldati. Il colonnello ha ricordato ai ragazzi che l’Inno d’Italia, composto da ben sei strofe, non è un semplice sottofondo per eventi sportivi, ma un canto di fratellanza che deve saper andare oltre ogni forma di “tifo” o divisione di parte. Su questa scia di alto valore civico, è intervenuto il capitano dei Carabinieri Francesco Lionello, il quale ha voluto richiamare l’attenzione sul fondamento giuridico della nostra identità nazionale: l’Articolo 12 della Costituzione. Il capitano ha spiegato come la semplicità cromatica del Tricolore custodisca in realtà la complessità dei nostri valori fondamentali, citando espressamente i principi di uguaglianza, giustizia e unità che la Carta Costituzionale affida alla nostra bandiera. Attraverso il richiamo costituzionale, Lionello ha ribadito che il Tricolore non è solo un vessillo, ma lo specchio di un’Italia che ripudia le discriminazioni e si riconosce in un destino comune di equità. La celebrazione si è presto trasformata in una vera e propria lezione a cielo aperto grazie al contributo dell’alpino Dario Rebuzzini, che ha condotto gli studenti in un viaggio appassionato attraverso le pieghe della nostra bandiera, spiegando come quel rettangolo di stoffa rappresenti il ponte necessario tra le nostre radici storiche e le sfide del domani.
Pace e solidarietà
In un periodo storico complesso come quello attuale, la celebrazione si è conclusa ribadendo che essere nazione significa, prima di tutto, farsi custodi di un messaggio di pace e solidarietà. Vedere le delegazioni scolastiche fare ritorno nei propri istituti stringendo tra le mani il nuovo Tricolore è stato il segno più tangibile di una memoria che non resta chiusa nei libri di storia, ma che continua a sventolare nelle coscienze dei più giovani.
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