Riconoscimento

A Sara Manisera il “Premio Giornalistico Carla Gustoni 2025”

La freelance è stata premiata per un reportage investigativo sulla Costa Rica

A Sara Manisera il  “Premio Giornalistico Carla Gustoni 2025”

La giornalista abbiatense Sara Manisera, attivista e socia fondatrice del Comitato Bene Comune di Abbiategrasso, ha vinto il Premio Giornalistico Carla Gustoni 2025 Menzione speciale, assegnato a Lugano, per un reportage investigativo sulla Costa Rica pubblicato su MillenniuM, Guardian e IrpiMedia dal titolo “Il triangolo delle banane” Qui sotto trovate di cosa parla.

Sara coltiva il bene comune

“Siamo orgogliosi di avere Sara al nostro fianco, che coltiva con noi il Bene Comune” fanno sapere dal Comitato bene Comune di Abbiategrasso , nato con l’obiettivo di offrire strumenti e voce ai cittadini che desiderano impegnarsi attivamente per il miglioramento del proprio territorio, nella lotta per la legalità e la sensibilizzazione della cittadinanza su temi cruciali. Un Comitato per la legalità e per il bene comune per una reazione collettiva contro le mafie e la corruzione.

Le motivazioni del premio

 

“Questo reportage investigativo dalla Costa Rica, arricchito da un album fotografico, scava dietro all’immagine di un paese che si vende come lindo e verde, mettendo in luce la piaga ambientale e sociale delle monoculture di banana. Un lavoro giornalistico prezioso, di denuncia, che parte dal terreno, da quel Centro America essenza stessa di AMCA (L’Associazione per l’aiuto medico al Centro America), dando voce alle persone che vivono sulla propria pelle le conseguenze di un business tossico. Una maledizione che causa violazioni dei diritti umani, sindacali e ambientali, mentre i profitti partono lontano. Allargando lo sguardo dal locale all’internazionale, la giornalista Sara Manisera mette in luce con chiarezza, basandosi sui dati, le contraddizioni di una filiera globale che dalle piantagioni costaricensi raggiunge gli scaffali dei nostri supermercati. Un vero e proprio “colonialismo chimico” in cui pesticidi tossici vietati in Europa possono essere tranquillamente commercializzati dalla stessa Europa in Paesi più poveri. Da dove poi ritorneranno sotto forma di giallissime banane avvelenate”.

Il suo commento

Soddisfatta del riconoscimento, ha commentato:

“Grazie per questa menzione e premio speciale – ha detto la giornalista – Questa inchiesta racconta le fratture ecologiche sociali del nostro tempo, quella sulle banane e sui pesticidi proibiti in Europa ma che continuiamo a esportare nel sud del mondo , ci dicono molto dell’economia che noi sosteniamo. E’ stato un lavoro molto lungo e impegnativo sul campo,  di pre e post produzione. Importante supportare il giornalismo d’inchiesta che ha un impatto sulla salute pubblica, sapere delle cose, investigare, serve anche a tutelare la nostra salute oltre a scoprire gli enormi profitti delle multinazionali a scapito delle nostre comunità”