SANITA' TERRITORIALE

La Casa di comunità ai raggi X: “Preoccupati per il suo destino”

Lo stato di salute della medicina territoriale e in particolare della Casa di comunità prevista sul territorio di Parabiago è finita ai raggi X durante l'incontro voluto dal neonato Gruppo Salute di Parabiago

La Casa di comunità ai raggi X: “Preoccupati per il suo destino”

Lo stato di salute della medicina territoriale e in particolare della Casa di comunità prevista sul territorio di Parabiago è finita ai raggi X durante l’incontro voluto dal neonato Gruppo Salute di Parabiago

I membri del collettivo

Gruppo che è composto dalla coordinatrice del collettivo Stefania Cionci, insieme ai membri Laura Borsani, Anna Cogliati e Gianni Pagliarini. E che ha fatto fronte comune con la rappresentanza di Anpi, con il consigliere comunale di opposizione Giorgio Nebuloni, Legambiente, con il presidente del circolo Il Gallo Claudio De Agostini e i sindacati Spi Cgil di Parabiago e Ticino Olona, rappresentati da Marco Bermani e Alessandro Basso.

La genesi delle iniziative

Un’occasione che è servita a fare il punto sul futuro della struttura voluta da Regione Lombardia per erogare i servizi sociosanitari in un’unica struttura.

«Nell’estate del luglio 2025 c’è stato un incontro con le attuali forze e abbiamo manifestato una forte preoccupazione per un ridimensionamento salute territoriale pubblica a favore di quella privata – ha esordito Cionci -. E’ stata ribadita l’importanza della Casa di comunità parabiaghese insieme alla necessità di aprire un dialogo fra le istituzioni e i cittadini. Ci siamo subito rivolti all’Amministrazione con una lettera per garantire la continuità assistenziale sul territorio. Non avendo ricevuto risposta, abbiamo dunque coinvolto tutti i gruppi consiliari sulla necessità di far risorgere la sanità. Abbiamo chiesto rassicurazioni sul fatto che la casa di comunità, prevista nell’ex Rede, sarebbe stata realizzata nell’ambito del Pnrr. Ad ottobre abbiamo tentato una nuova richiesta di audizione alle Commissioni consiliare deputate. Sul tavolo avremmo messo i temi riguardanti l’integrazione dei medici di base, il rafforzamento della medicina territoriale, la presa in carico dei pazienti cronici, l’integrazione tra servizi sanitari e sociali e il potenziamento del Punto unico di accesso. Vera novità, quest’ultima dell’intero piano sanitario varato dal Pirellone. Una realtà che al momento risulta attiva solo poche ore a settimana».

Il mancato confronto

Dopodiché, ha continuato la coordinatrice nella sua ricostruzione, «abbiamo espresso la necessità di richiedere un incontro pubblico con i cittadini. Dal 22 ad oggi non c’è stata quindi alcuna assemblea pubblica informativa. Con gentilezza abbiamo messo in rassegna tutte le criticità, ma alla fine abbiamo riscontrato la mancata volontà di informare la cittadinanza». Poi la sorpresa: «Nel novembre 2025, con delibera del direttore generale di Asst ovest milano, è stata avviata la riqualificazione dei locali della sede di via 11 febbraio. Ci siamo chiesti e ci chiediamo se si sia dunque perso l’obiettivo di realizzare la Casa di comunità visto che si intende puntare nuovamente sugli studi che ora ospitano soltanto qualche servizio. E pensare che la struttura era stata finora ritenuta una sede provvisoria».

“Ci preoccupa la dizione di Casa di comunità aggiuntiva”

A destare la preoccupazione del gruppo, poi, la dizione «Casa di comunità aggiuntiva», che potrebbe significare un affiancamento in fase di realizzazione negli spazi che corrispondevano alla storica ditta di calzature in centro. Da qui giocoforza il dilemma: «Via 11 febbraio sarà dotata dei servizi previsti o ancora di servizi provvisori?».

Interrogativi a cui si aggiungono altre considerazioni:

«Alle nostre lettere come unica risposta abbiamo ricevuto il silenzio. Ci siamo attivati in tal senso coinvolgendo pure gli amministratori e le associazioni di Cerro Maggiore, San Vittore Olona e Nerviano. Abbiamo scritto all’azienda ospedaliera stessa. Persino il gruppo Pd di Parabiago e Nerviano ha presentato interrogazioni in Consiglio senza ottenere risposte precise. Ecco come nasce l’evento in programma per venerdì, quando ci chiederemo: “La casa di comunità, quale sconosciuta?”»: Nel corso della conferenza stampa sono stati snocciolati i dati che fotografano il quadro della situazione in Lombardia, dove ammonta a 8 il numero delle Case di comunità pienamente efficienti. L’obiettivo era quello di crearne 216, mentre 142 di queste risultano aperte. Quello che «ci interessa», ha comunque aggiunto Cionci,  è «capire queste opportunità. Riteniamo prioritari la presa in carico e il punto di primo accesso per tutti i servizi. Dovrebbe funzionare come una rete che si focalizza sulla persona coinvolgendola su tutta l’attività sanitaria e socio-sanitaria».

“La Casa di comunità è al bivio:  chiediamo rassicurazioni sul futuro delle sedi”

Sempre a Parabiago, ha concluso la stessa, «La Casa di comunità doveva essere finanziata coi fondi del Pnrr. Ora siamo a un bivio: c’è incertezza per capire se la casa verrà realizzata nell’ex Rede oppure in via 11 febbraio, oppure in entrambe le sedi. Serve una riflessione per stabilire se i Comuni siano stati estromessi o si siano auto-estromessi delegando il problema agli organi sanitari. Quale ruolo per i cittadini? Noi del gruppo, liberi cittadini, volontari, riteniamo la salute come un diritto fondamentale. Insomma, chiediamo che ci dicano, se è vero che la sanità in Lombardia sarà soltanto privata. La ventilata proposta delle assicurazioni sanitarie confermerebbe questa convinzione. Siamo per una salute universale e gratuita».

Le altre considerazioni

Il problema salute, le ha fatto eco De Agostini, «si fa enorme. Tutto quello che sentiamo sulle liste d’attesa non corrisponde alla realtà». Cogliati ha detto: «Ravvisiamo un buco nella politica sanitaria. Come gruppo, noi volevamo aumentare la partecipazione, cosa non facile sul territorio. I primi nostri movimenti sono stati quelli di “pescare” nelle associazioni per sensibilizzare rispetto a questo problema. Tanti incontri collettivi e singoli con le associazioni. La speranza è che quanto seminato dia i suoi frutti». Una sanità allo sfascio, quella lombarda (ma non solo) a detta del consigliere Pd Nebuloni, che ha parlato anche in nome dei partigiani, poiché «la salute è un diritto sancito nella Costituzione e Anpi intende verificare che venga attuato al meglio».

Il fronte politico

Sul fronte politico, ha evidenziato il dem, «è dal 2021 che il tema della sanità territoriale rappresenta un nostro leitmotiv. Su questo abbiamo presentato due interrogazioni e una mozione che è stata votata all’unanimità e chiedeva di evitare la chiusura del poliambulatorio di via XI febbraio appunto. L’incontro c’era stato, le modifiche pure ma poi si è scivolati verso la chiusura».

Nell’ultima interrogazione, ha aggiunto, il sindaco Raffaele Cucchi ha speso parole dicendo che ci sarà anche la Casa di comunità per cui il Comune ha speso i soldi del Pnrr. Il primo lotto su tre, di 7 milioni, è stato completato. E la casa di comunità è stata consegnata a rustico a giugno. Come a dire che quello che il comune doveva fare, lo ha fatto. Ora ci preoccupa che la struttura rimanga vuota per anni. A noi risulta che Asst fatica a garantire l’adeguamento degli immobili in 11 febbraio, figuriamoci quelli della casa di comunità».

Chiesto un Consiglio comunale aperto

Sull’argomento la minoranza ha pure chiesto un Consiglio comunale aperto, con il coinvolgimento dell’Asst ovest milanese. Cucchi si è impegnato a promuoverlo e adesso c’è attesa per la fissazione della data.  Come intende muoversi l’Asst e con quali servizi. E’ questa dunque la richiesta emersa. Lo sa bene Pagliarini, che ha sottolineato: «il silenzio assordante da parte dei sindaci».