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Forno crematorio degli orrori: sono 400 le denunce

Il Codacons: "Tutti i querelanti potranno prendere parte all'eventuale processo per ottenere, in caso di condanna, il risarcimento".

Forno crematorio degli orrori: sono 400 le denunce
Altro Rhodense, 23 Gennaio 2019 ore 16:09

Forno crematorio Biella: salgono a 400 le denunce contro i gestori accusati di “una lugubre catena di montaggio della morte ai fini di lucro”, come ha definito il caso il procuratore capo della Repubblica di Biella, Teresa Angela Camelio. 

Scandalo forno crematorio Biella

Un caso che, come raccontato nelle scorse settimane, ha avuto i suoi strascichi anche in altre zone d'Italia. 

Tra le vittime di questa terribile vicenda ci sarebbero anche i familiari di alcuni defunti milanesi. Nelle ore immediatamente successive al sequestro del forno infatti molte imprese funebri si sono precipitate a Biella per recuperare le salme non ancora cremate.

Drammatica, proprio in relazione a questa vicenda, la testimonianza raccolta nel dicembre scorso di una donna di Seregno, in provincia di Monza e Brianza che, dopo lo scandalo, ha denunciato “Non so se le ceneri nell'urna sono di mio marito”.

LEGGI QUI LA TESTIMONIANZA

A seguito delle indagini, il titolare della società Socrebi, a cui era affidata la gestione del forno di Biella, Alessandro Ravetti e un dipendente, Claudio Feletti sono accusati infatti di distruzione e soppressione di cadavere e violazione di sepolcro.

Solo a Ravetti viene contestata anche l’istigazione alla corruzione per aver dato dei soldi a un dipendente pubblico per fargli smaltire ceneri e resti di corpi come rifiuti.

Scandalo forno crematorio Biella: entro il 26 gennaio la presentazione delle denunce

E’ fissato per il 26 gennaio il termine ultimo per la presentazione delle denunce relative al caso – segnala il Codacons che sta raccogliendo le denunce.

Finora ne sono state presentate 250 ma entro la scadenza ne verranno consegnate almeno altre 150. “Tutti i querelanti potranno prendere parte all'eventuale processo per ottenere, in caso di condanna, il risarcimento del danno patrimoniale e morale, a prescindere dall'eventuale e ulteriore test del DNA che, verrà effettuato su autorizzazione degli interessati, previa ispezione delle urne ed esame delle ceneri. L’esame verrà condotto dal team di specialisti incaricati presso il laboratorio scientifico”.

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