LA RICHIESTA

«Basta fare scaricabarile, l’assessore Marini si dimetta»

Rifondazione Comunista: "Sui data center l’amministrazione deve assumersi le proprie responsabilità"

«Basta fare scaricabarile, l’assessore Marini si dimetta»
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«L’amministrazione comunale ritiri la delibera Atu 4 e l’assessore Edoardo Marini si dimetta» Queste le richieste che arrivano dal gruppo di Rifondazione Comunista sulla vicenda data center da realizzare in via Moscova.

“Non è stato tutelato l’interesse pubblico non accettiamo scaricabarile”

«Chi ha sostenuto questo progetti e adottato gli atti deve spiegare alla città perché lo ha fatto e come abbia tutelato l’interesse pubblico – afferma Mario Pittella del gruppo di Rifondazione Comunista – Non accettiamo scaricabarile verso Regione e Governo. La necessità di una programmazione sovra-comunale e di regole più rigorose non cancella le responsabilità di chi governa Rho. Ogni amministrazione deve rispondere delle decisioni di propria competenza, delle condizioni poste agli operatori e del coinvolgimento dei cittadini.»

“Non basta pubblicare gli atti per informare i cittadini serve un confronto”

Secondo Rifondazione non basta pubblicare gli atti per informare i cittadini. «Serviva una informazione preventiva, un confronto sulle eventuali alternative e valutazioni complessive sul consumo di suolo, energia, acqua, calore, rumore e conseguenze sui quartieri – afferma Pittella – L’amministrazione ha mortificato la partecipazione democratica, costringendo cittadini e comitati a rincorrere documenti e procedimenti.» Dimissioni dell’assessore Marini che non vengono chieste, dal gruppo di Rifondazione Comunista solo per il progetto data center di via Moscova.

“Il recupero delle aree dismesse deve essere valutato attraverso i benefici concreti per chi abita Rho”

«Il nostro giudizio riguarda anche altre trasformazioni della città: dall’Atu 8, l’area ex Rotoincisa ed ex Cmr lungo Corso Europa, alla distinta operazione sull’area ex Diana de Silva, che comprende il teatro e gli interventi immobiliari e gli enormi palazzi in fase di realizzazione collegati. Su entrambe chiediamo conto del rapporto tra opportunità riconosciute ai privati e benefici concreti per la collettività. La trasformazione dell’Atu8, dell’area ex Diana de Silva, e gli enormi palazzi realizzati su Corso Europa pongono precisamente questa domanda: che cosa ha ottenuto la città in rapporto alle opportunità edificatorie riconosciute ai privati? Il recupero delle aree dismesse deve essere valutato attraverso i benefici concreti per chi abita Rho.»

“Rho ha bisogno di case accessibili, alloggi popolari, servizi e tutela dell’ambiente”

Gruppo di Rifondazione Comunista che elenca quelle che, secondo loro, sono le priorità per la città. «Oggi Rho ha bisogno di case accessibili, alloggi popolari, servizi e tutela dell’ambiente. Il caro affitti allontana famiglie, giovani e lavoratori, compresi insegnanti e personale sanitario. È a questi bisogni che devono rispondere le trasformazioni urbanistiche – afferma Pittella – Chiediamo quindi le dimissioni dell’assessore Marini e il ritiro della delibera di Giunta 150 del 6 agosto relativa all’adozione del Piano Attuativo Atu4 di via Moscova. Chiediamo al sindaco e alla Giunta di fermarsi, rispondere pubblicamente delle scelte compiute e cambiare direzione. Errare humanum est, perseverare diabolicum concludono i rappresentanti di Rifondazione Comunista»