Area B e divieti: come continuare a guidare a Milano senza comprare

Area B e divieti: come continuare a guidare a Milano senza comprare
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Per chi vive a Rho, Settimo, Corsico, Bareggio o Magenta e lavora a Milano, il confine di Area B è una linea che si attraversa ogni mattina. La zona a traffico limitato copre quasi tutto il territorio comunale, è attiva dal lunedì al venerdì dalle 7.30 alle 19.30, festivi esclusi, e non prevede pagamenti per i veicoli ammessi. Il rinvio al 2027 del blocco regionale dei diesel Euro 5, previsto dalla disciplina regionale, non cambia nulla per chi entra a Milano, perché le regole di Area B sono del Comune e seguono un calendario proprio. Secondo la pagina ufficiale di Area B, consultata il 4 ottobre 2026, per le autovetture sono oggi escluse le benzina Euro 0, 1, 2 e 3 e tutti i diesel fino all’Euro 5. Le scadenze successive distinguono le sottocategorie di omologazione e vanno verificate per targa. Chi ha una di queste auto e non vuole, o non può, comprarne una nuova ha quattro strade. Costi e praticabilità dipendono dal tragitto e dal veicolo.

Prima strada: contare i chilometri

La prima è Move-In, il servizio di Regione Lombardia che il Comune di Milano riconosce come alternativa al divieto. Si installa a bordo un dispositivo che registra i chilometri percorsi e, invece del blocco totale, si riceve un tetto di chilometri annui che si possono fare dentro le aree con limitazioni; esaurito il plafond, l’auto resta fuori fino all’anno successivo. Per Area B occorre aderire all’estensione comunale del servizio e conoscere la soglia assegnata alla specifica vettura. A titolo di esempio, venti chilometri al giorno percorsi interamente nell’area per duecento giorni fanno quattromila chilometri l’anno: l’esito del confronto cambia secondo il plafond. Le percorrenze regionali e quelle rilevate in Area B hanno ambiti distinti; le misure temporanee antinquinamento continuano ad applicarsi.

Seconda strada: le giornate e le deroghe

Nel primo anno di entrata in vigore del divieto il Comune prevede 50 giornate di accesso, conteggiate automaticamente. Dal secondo anno, con le regole in vigore dal 1° ottobre 2026, ogni veicolo dispone di cinque giornate automatiche senza registrazione. Residenti e imprese con sede operativa nel Comune hanno ulteriori venti giornate, previa registrazione della targa e attivazione della rilevazione automatica. Esistono inoltre deroghe per situazioni specifiche, con requisiti e procedure propri: non sono accessi indistinti concessi a qualsiasi automobilista.

Terza strada: un’auto nuova senza comprarla

La terza strada è avere un’auto ammessa senza acquistarla, cioè noleggiarla a lungo termine. La possibilità di circolare dipende però dal veicolo, non dal proprietario: anche chi noleggia deve verificarne l’omologazione e le scadenze durante il contratto. Le offerte per privati di Noleggio Semplice, società di noleggio a lungo termine che opera come partner di Arval, danno un’idea del catalogo disponibile: nelle schede rilevate al 4 ottobre 2026 compaiono auto ibride ed elettriche, fra cui Dacia Spring e Citroën ë-C3. Il catalogo è un punto di partenza: canone, anticipo, durata, chilometri, inclusioni e disponibilità effettiva devono risultare dalla proposta. RCA, coperture danni e furto possono prevedere franchigie o responsabilità; bollo e carburante non vanno presunti inclusi. La classe Euro dei modelli termici richiede la verifica della specifica versione, non soltanto del nome commerciale.

Quarta strada: lasciare l’auto prima del confine

La quarta è non entrare con l’auto. Nell’ovest milanese la linea 1 della metropolitana arriva a Rho Fiera e a Bisceglie, le linee suburbane collegano Magenta, Rho e Pregnana al Passante, e i parcheggi di interscambio ai capolinea permettono di proseguire con il trasporto pubblico senza entrare nella zona con la vettura. Il limite è noto a chi ci prova: funziona per chi lavora vicino a una fermata e con orari regolari, molto meno per chi ha turni, bambini da accompagnare o un lavoro che richiede il mezzo.

Non c’è una graduatoria economica valida per tutte le quattro opzioni. Il confronto richiede, sullo stesso periodo, costo del dispositivo e del servizio MoVe-In, parcheggio e trasporto pubblico, oppure anticipo, canoni e spese escluse dal noleggio. Gli orari e le necessità familiari possono rendere impraticabile una soluzione anche quando il suo costo monetario è inferiore.

Il tragitto decide quanto il divieto pesa

Per chi vive a ovest, il punto non è soltanto arrivare al confine di Area B. Un viaggio fino a Rho Fiera e poi in metropolitana ha tempi e vincoli diversi da un percorso verso più clienti in città. Le quattro strade rispondono a esigenze diverse: preservare un uso limitato dell’auto esistente, utilizzare accessi in deroga, cambiare mezzo lungo il tragitto o disporre di un’altra vettura. La scelta prende forma quando si ricostruisce una settimana reale di spostamenti, compresi quelli fuori dall’orario di lavoro.