Tensione in centro

Nuova protesta degli studenti: sassi e cori contro le forze dell’ordine

L'appello del sindaco Lorenzo Radice ai manifestanti: «Trasformate la rabbia in una proposta: le cose non si cambiano spaccando». L'europarlamentare Isabella Tovaglieri: «Basta buonismo».

Nuova protesta degli studenti: sassi e cori contro le forze dell’ordine
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Nuova protesta degli studenti oggi, lunedì 19 ottobre, a Legnano. Circa 200 ragazzi non sono entrati a scuola si sono ritrovati al parco di via Diaz a Legnano per proseguire lo sciopero per una scuola sicura e inclusiva.

Tensione per una nuova protesta studentesca in centro

La mattinata, iniziata senza disordini, si è poi accesa quando una cinquantina di ragazzi si è spostata in largo Tosi: alcuni hanno dato fuoco a un cestino, acceso fumogeni e lanciato sassi davanti al Commissariato di Polizia, intonando cori contro gli agenti. Imponente il dispiegamento delle forze dell’ordine. Il sindaco Lorenzo Radice, presente alla manifestazione in via Diaz, ha poi incontrato in comune alcuni studenti; con lui c’erano anche alcuni assessori e membri della maggioranza. Ieri, domenica 18 ottobre, il primo cittadino aveva scelto di rivolgersi direttamente ai ragazzi con un video pubblicato sulla sua pagina facebook.

Il sindaco ai ragazzi: «Quell’estintore dovete raccoglierlo»

«Con questo video vorrei arrivare a voi tutti, 800 circa che siete in questo gruppo, mi hanno detto. E già questo è un bel segno perché vuol dire che state lavorando per fare rete, per mettervi insieme, per condividere idee, anche una rabbia».

Comincia così il messaggio di Radice, che riconosce il disagio espresso dai giovani e ne richiama le ragioni sociali ed economiche.

«Una rabbia che io capisco e che condividiamo in tanti in questo Paese. Perché le cose non stanno andando bene in questo Paese, perché le cose non stanno andando bene, stiamo vedendo un Paese dove si taglia sulla scuola pubblica, sulla sanità, dove vivere in una casa per un ragazzo, per un giovane, ma anche per un lavoratore normale, ormai ha costi insostenibili e potrei andare avanti».

Da qui la convinzione che la protesta abbia ragioni che meritano di essere ascoltate, senza per questo giustificare quanto accaduto venerdì 16 ottobre.

«Allora di fronte a queste cose sale anche la rabbia e ci sta di protestare, ci sta di dire alla vostra età soprattutto ma anche da adulti che vogliamo un mondo diverso».

Poi il passaggio più personale del video, nel quale il sindaco racconta quanto lo abbia colpito l’immagine di un estintore abbandonato a terra durante i disordini.

«Rispetto a quello che è successo vi voglio dire una cosa. C’è un’immagine che mi ha fatto molto male, vi dico la verità, mi è venuto quasi da piangere: ed è l’immagine di quell’estintore che ho visto a un certo punto buttato a terra, e sapete perché mi ha fatto male? Perché mi ha riportato ai miei vent’anni».

Radice richiama quindi la propria esperienza durante le proteste del G8 di Genova del 2001, quando faceva parte di una generazione scesa in piazza con lo slogan «un altro mondo è possibile».

«Io faccio parte di quella generazione che nel 2001 a Genova protestava dicendo che un altro mondo è possibile, hanno spento la nostra protesta, quella nostra rabbia che era proposta di cambiamento, l’hanno spenta con quell’estintore, quell’estintore che Carlo Giuliani ha lanciato contro una camionetta dei Carabinieri, e un carabiniere più impaurito probabilmente più arrabbiato di lui ha reagito sparandogli, creando un casino infinito e spegnendo tutta la nostra voglia di cambiare il mondo».

Un ricordo che diventa una riflessione sugli errori del passato e sulla responsabilità che, secondo il sindaco, oggi spetta ai giovani.

«L’immagine di quell’estintore ieri mi ha fatto malissimo, perché quell’errore che abbiamo fatto noi 25 anni fa, di non riuscire e di farci mettere i piedi in testa perché pochi avevano sbagliato… Ecco voi oggi avete questa responsabilità, ragazzi: metaforicamente parlando, è un’immagine, però voi quell’estintore dovete raccoglierlo, e dovete riuscire a far capire a noi adulti che quella vostra rabbia, quella vostra voglia di cambiare è più grande ed è più sana di un estintore buttato per terra e dei danni che sono stati fatti».

«Voi non siete quei danni»

Il messaggio del sindaco è rivolto a distinguere le motivazioni della protesta dagli atti vandalici, senza minimizzare questi ultimi. Radice aveva già espresso questa posizione sabato 17 ottobre, in un post nel quale aveva riconosciuto le ragioni degli studenti, condannando al tempo stesso i comportamenti di chi aveva danneggiato la città.

«A Legnano, pochi studenti hanno compiuto atti inqualificabili, rovinando e infangando il lavoro di fatto da altri ragazzi. Il loro comportamento non può cancellare l’impegno e le ragioni di tutti gli altri», aveva scritto. E ancora: «Sono stati fatti danni inqualificabili e chi li ha compiuti dovrà risponderne. Le forze dell’ordine stanno indagando per individuare i responsabili e metterli davanti alle proprie responsabilità».

Nel video di domenica, il primo cittadino torna quindi a chiedere ai ragazzi di non lasciare che quanto accaduto cancelli le ragioni della loro mobilitazione.

«Voi non siete quei danni, voi avete dentro qualcosa di più e dovete tirarlo fuori. Io sono sicuro che potete farlo, noi ci siamo per aiutarvi a tirare fuori anche quella rabbia in maniera costruttiva, in maniera propositiva, però dobbiamo farlo insieme».

Radice auspica che il ritorno nelle aule scolastiche possa segnare l’inizio di una fase diversa, nella quale alla protesta si affianchi una proposta concreta.

«Allora io spero che già da domani, da lunedì, da quando ritornerete dentro le vostre scuole riusciate a trasformare quella rabbia da una sola protesta a una vera proposta. Noi siamo qui per questo: aiutiamoci perché la nostra città, il nostro Paese, ha bisogno di questa vostra energia per provare a cambiare le cose».

La conclusione è un richiamo netto contro la violenza, accompagnato dalla disponibilità dell’Amministrazione a sostenere un percorso di confronto.

«Ma le cose non si cambiano spaccando: su questo dovete lavorare anche al vostro interno, sono sicuro che lo farete con l’energia e le capacità che avete».

Tovaglieri: «Basta buonismo»

La posizione del sindaco ha suscitato la reazione dell’europarlamentare della Lega Isabella Tovaglieri, che nel pomeriggio di domenica 18 ottobre ha diffuso un comunicato nel quale chiede una condanna senza attenuanti dei danneggiamenti e contesta l’ipotesi di coinvolgere i responsabili in un percorso di riparazione.

«Bisogna ascoltare chi devasta Legnano? Caro sindaco Radice, per i disordini e gli atti vandalici ci vuole una condanna senza se e senza ma».

L’europarlamentare della Lega Isabella Tovaglieri interviene sui gravi episodi di danneggiamento e violenza che si sono verificati a Legnano in occasione delle proteste studentesche.

«Quanto accaduto a Legnano, come a Milano, non è tollerabile e non si può minimizzare con una pacca sulla spalla agli studenti. Per rispetto del lavoro delle forze dell’ordine ma anche di quella stragrande maggioranza di ragazzi che non sente il bisogno di emulare le proteste francesi e vorrebbe soltanto continuare a studiare».

Al sindaco di Legnano, Isabella Tovaglieri manda un messaggio chiaro:

«Basta buonismo. Siamo in un Paese democratico in cui ciascuno può manifestare liberamente il proprio dissenso, ma non si capisce perché le proteste studentesche debbano degenerare in scenari di guerriglia urbana. Di fronte a tutto questo ci aspettiamo responsabilità e rigore: un sindaco che conta “danni inqualificabili” non dovrebbe strizzare l’occhio alla piazza. Radice si comporti da adulto e pensi a tutelare il patrimonio pubblico: a ripararlo saranno i soldi dei contribuenti, non inutili gesti simbolici da parte di chi avrebbe fatto meglio a dissociarsi subito da questi gravi episodi. E per gli immigrati di seconda generazione che pensano di poter fare quello che vogliono nelle nostre città, la risposta è la Remigrazione».

 

Nella foto di copertina: il sindaco Lorenzo Radice nel videomessaggio per i ragazzi