Weekend di festa, con un programma ricco di musica, tradizione, divertimento e momenti da condividere, per il 70esimo anniversario della Parrocchia San Vincenzo Martire di Cerello e Battuello, frazioni di Corbetta. «Un anniversario importante da celebrare insieme – affermano gli Amici di Cerello e Battuello – Aspettiamo tutti per condividere la festa e rendere speciali questi due giorni».
Il programma della festa
Oggi, sabato 17 ottobre, dalle 20 in oratorio il bar del Giugno Svic sarà aperto con le tradizionali salamelle. A seguire Dj Rfa Animation intratterrà tutti con tanta musica degli anni ’80, ’90 e 2000 da ballare e cantare. Domani, domenica 18 ottobre, alle 10.30 sarà celebrata la messa solenne, presieduta dal Cardinale don Francesco Coccopalmerio, con la partecipazione di don Desiderio, don Paolo e suor Oriana, che hanno svolto nella parrocchia di Cerello e Battuello il loro ministero. Alle 11.30 ci sarà un aperitivo in oratorio, con la condivisione di tanti ricordi del passato della comunità. Alle 15.30 gli animatori dell’oratorio intratterranno grandi e piccoli con tanti giochi e laboratori autunnali, in collaborazione con il Museo del Legno. Alle 17 ci sarà il lancio dei palloncini. Alle 18 inizierà la processione per le vie di Cerello e Battuello, con l’accompagnamento del Corpo Filarmonico G. Donizetti. Durante entrambe le giornate nel salone dell’oratorio sarà proiettato un filmato le fotografie dei momenti più significativi di questi 70 anni, per rivivere insieme i ricordi della comunità.
Il significato dell’anniversario
«La tradizione ci consegna i suoi tesori perché noi li possiamo tradurre nel nostro oggi, non perché noi copiamo quello che i nostri padri hanno fatto nel loro tempo, che non è più il nostro tempo – afferma il parroco don Denis Piccinato – Ma accade che noi, a volte, vogliamo riprodurre le stesse cose che si sono sempre fatte, senza però il significato che era stato dato all’inizio. Quindi celebrare un settantesimo anniversario della nascita della Parrocchia, diventa l’occasione per capire se abbiamo imparato qualcosa dal passato in questi 70 anni, o se semplicemente riproduciamo quello che si è sempre fatto, tradendo così il lascito dei nostri padri. Su questa cosa dobbiamo proprio fare attenzione e riflettere. Noi celebreremo una Eucaristia in modo proprio diverso da come la celebravano 70 anni fa: i canti, lo stile, gli stessi contenuti sono proprio diversi, pur celebrando una stessa Eucaristia. Noi preghiamo insieme ma la nostra preghiera è proprio diversa da quella che veniva fatta 70 anni fa, basti pensare alle preghiere nei campi per ottenere la pioggia o il bel tempo, o per il buon raccolto, contro temporali, grandine, cavallette… Oggi noi facciamo una processione portando in giro una statua del Patrono: ma chi assiste oggi a questo gesto, cosa può cogliere? Allora era una cosa normale di tutta la comunità, ma oggi? Che messaggio passa? Ecco, il settantesimo è occasione per cogliere i passi fatti e il modo diverso di oggi di coltivare la stessa fede ma calata nella nostra quotidianità, senza mai più dire: ma si è sempre fatto così».