Settima edizione

MovieMental, il cinema racconta a salute mentale

Quattro film a ingresso gratuito in Sala Ratti tutti i martedì sera dal 6 al 27 ottobre. Il tema scelto per quest'anno è «Lo sguardo degli altri: come le persone vivono il disagio tra stigma e responsabilità».

MovieMental, il cinema racconta a salute mentale

Si apre domani, martedì 6 ottobre, la settima edizione di MovieMental, la rassegna cinematografica dedicata alla salute mentale promossa dal Dipartimento Salute mentale, dipendenze e disabilità dell’Asst Ovest Milanese.

Al via la settima edizione di MovieMental

Quattro appuntamenti, tutti i martedì sera fino al 27 ottobre, alla Sala Ratti di corso Magenta 9. Il tema scelto per il 2026 è «Lo sguardo degli altri: come le persone vivono il disagio tra stigma e responsabilità». L’iniziativa, senza scopo di lucro, ha il patrocinio della Città di Legnano e la collaborazione della Fondazione 4 Ospedali Ets, del Team emergenza bullismo e cyberbullismo e di diverse realtà del territorio. L’obiettivo è promuovere il dibattito, l’informazione e la prevenzione. Al termine di ogni proiezione il pubblico potrà confrontarsi con assistenti sociali, educatori, infermieri, psicologi, medici e psichiatri, presenti in sala per rispondere alle domande e approfondire i temi sollevati dal film. L’appuntamento è alle 20.30 e l’ingresso è gratuito.

Quattro film in cartellone dal 6 al 27 ottobre

Ad aprire il ciclo, martedì 6 ottobre, sarà «Presence» di Steven Soderbergh (Usa, 2024), con una domanda che mette subito lo spettatore in gioco: «Se capitasse a casa tua?». Martedì 13 ottobre toccherà a «La riunione di condominio» di Santiago Requejo (Spagna, 2025), che si interroga su cosa accadrebbe se il disagio riguardasse il proprio dirimpettaio. Martedì 20 ottobre sarà la volta de «Il patto del silenzio – Playground» di Laura Wandel (Belgio, 2021), un film che porta in primo piano il tema del bullismo e chiede: «Se toccasse a tuo figlio o a un tuo alunno?». A chiudere la rassegna, martedì 27 ottobre, «Unicorni» di Michela Andreozzi (Italia, 2025), che lascia aperta una questione: «E se tutti sapessimo accogliere?».

 

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