L'inaugurazione

Taglio del nastro per il Nuovo polo scolastico di Inveruno

Partecipatissima cerimonia con l'Amministrazione, il sindaco di Milano Beppe Sala, tanti amministratori del territorio, studenti e personale scolastico

Taglio del nastro per il Nuovo polo scolastico di Inveruno

«Questa è la vostra scuola, questa è la vostra piazza, questo è il vostro presente. E voi siete il nostro futuro». Le parole della vicesindaca Sara Bettinelli, rivolte ai ragazzi del Nuovo polo scolastico di via 4 Novembre, hanno dato il senso della mattinata che ha visto Inveruno inaugurare ufficialmente la grande opera sorta sull’area dell’ex Oleificio Fratelli Belloli. Una cerimonia partecipata, alla presenza di numerosi sindaci del territorio e del sindaco della Città metropolitana Beppe Sala.

La cerimonia

Un messaggio raccolto e rilanciato dalla sindaca Nicoletta Saveri:

«Questa scuola e questa piazza sono per voi, sono il segno che la nostra comunità crede in voi, nei vostri talenti, nelle vostre capacità e nei vostri sogni. Non abbiate paura di sognare in grande, di sbagliare e di riprovare. Siate esigenti, siate curiosi e siate costruttori di futuro».

Alla comunità tutta, poi, Saveri ha rivolto un altro invito: «Questo spazio appartiene a tutti noi. Custodiamolo, viviamolo con passione, riempiamolo di idee e di rispetto».

Oggi è stato il giorno in cui una storia lunga decenni ha trovato il suo punto di arrivo. E insieme quello in cui è stato celebrato il passaggio di un pezzo del paese, che per anni è stata il simbolo di un passato ormai lontano, a luogo in cui si costruisce il presente e il futuro. Questa mattina, venerdì 25 settembre, il nuovo Polo scolastico è stato ufficialmente inaugurato alla presenza delle istituzioni, di numerosi sindaci del territorio e di tanti protagonisti che hanno accompagnato il lungo percorso di trasformazione dell’ex area dell’Oleificio Belloli.

Dall’Oleificio alla «Fabbrica di Futuro»

La cerimonia ha ripercorso idealmente la storia di un progetto che affonda le proprie radici molto lontano nel tempo. L’area che oggi ospita il Polo era quella dello storico Oleificio Fratelli Belloli, per decenni uno dei luoghi attorno ai quali ruotava la vita economica e sociale del paese. Poi, con la dismissione dell’impianto all’inizio degli anni ’80, era rimasta una grande ferita nel centro di Inveruno.

Il percorso per restituire quell’area alla comunità è stato lungo e impegnativo. La svolta è arrivata nel 2019 con l’acquisizione formale da parte del Comune, quindi la bonifica, le demolizioni e la riqualificazione di circa 20mila metri quadrati. Nell’autunno del 2020 è stato aperto il cantiere e il 29 gennaio 2021 è scomparso anche il silos, ultimo grande segno visibile del passato industriale dell’area.

Oggi, al posto della fabbrica, ci sono sette edifici e uno spazio pubblico pensato per essere molto più di un semplice luogo destinato alle lezioni. Il Polo comprende la primaria Don Giovanni Bosco e la secondaria di primo grado Alessandro Volta, con palestre e mense, oltre agli spazi comuni e a un piccolo auditorium. Complessivamente sono 27 aule, 15 per la primaria e 12 per la secondaria, insieme ai laboratori e agli altri ambienti destinati alla comunità scolastica.

«Un’idea di futuro»

Il nuovo complesso è operativo dal 10 settembre 2024, ma quella di oggi è stata l’inaugurazione ufficiale. Nel corso della mattinata sono intervenuti i rappresentanti delle istituzioni, la dirigente scolastica Alessandra Moscatelli e gli studenti, protagonisti di una giornata costruita proprio attorno al loro futuro.

«Oggi si inaugura un’idea di futuro, una proiezione di futuro», è stato sottolineato durante la cerimonia, evidenziando il lavoro svolto dalle Amministrazioni che si sono succedute e la collaborazione con insegnanti, personale scolastico e bambini.

Un concetto ripreso anche nell’intervento della dirigente, che ha richiamato l’idea della scuola come «terzo educatore», uno spazio capace di incidere sulla crescita dei ragazzi non soltanto attraverso le lezioni, ma attraverso gli ambienti nei quali vivono quotidianamente. E citando John Dewey ha ricordato che «la scuola non è preparazione alla vita: è essa stessa vita».

Tre Amministrazioni, un unico percorso

La vicesindaca Sara Bettinelli (già sindaca per due mandati) ha invece riportato l’attenzione sulla genesi del progetto e sulla continuità amministrativa che ha permesso di portarlo a compimento. «Nasce da un’idea, da una visione di comunità», è stato il senso del suo intervento: non semplicemente posare mattoni o riqualificare un’area urbana, ma utilizzare la trasformazione urbanistica come strumento per raggiungere un obiettivo più ampio.

Un percorso accompagnato da tre Amministrazioni, nel segno della continuità e della tenacia, e sostenuto dalla comunità. «A loro dobbiamo dire un grazie speciale», ha sottolineato Bettinelli, riferendosi a quanti hanno contribuito a rendere possibile un progetto che per molto tempo poteva sembrare difficile da realizzare.

«Questo Polo scolastico non è una risposta, ma un dono per tutti», è stato uno dei passaggi dell’intervento di Bettinelli, che ha invitato a leggere l’opera come il risultato di una visione collettiva e come un investimento sulle nuove generazioni.

La piazza dedicata a Piersanti Mattarella

La mattinata si è quindi spostata sulla nuova piazza, che da oggi porta il nome di Piersanti Mattarella, politico siciliano ucciso dalla mafia nel 1980. La scelta è legata ai valori di integrità, dedizione e coraggio civile che il suo nome richiama e che l’Amministrazione ha indicato come riferimento per i giovani inverunesi e furatesi.

Un altro momento simbolico di una giornata costruita sul passaggio dal passato al futuro. Prima il luogo in cui per decenni si produceva olio, poi l’area abbandonata e il grande silos, oggi una scuola aperta alla comunità.

Non a caso il Polo è stato ribattezzato «Fabbrica di Futuro»: lì dove un tempo si produceva olio, oggi si produce futuro.