Attualità

Dipendenze tecnologiche e salute mentale

All’Annunciata il convegno dell’Asst Ovest Milanese che ha presentato il servizio gratuito dello Sportello Disconnect

Dipendenze tecnologiche e salute mentale

Un momento, quello che si è svolto martedì mattina 22 settembre 2027 all’Annunciata  di Abbiategrasso, di approfondimento e confronto focalizzato su un tema di strettissima attualità che interroga l’intera società, proponendo una lettura nuova del rapporto tra individuo, giovani e mondo digitale.

Ad aprire i lavori è stato il sindaco di Abbiategrasso, Cesare Nai, che nel dare il benvenuto ai partecipanti ha sottolineato come:

“La tecnologia non sia un fenomeno da demonizzare a prescindere, ma una dimensione complessa da gestire con consapevolezza ed equilibrio” Il primo cittadino ha evidenziato come l’uso dei social e del digitale impatti ormai capillarmente sulla vita quotidiana, sulle dinamiche di comunità e sulle relazioni, sottolineando la necessità di affiancare le nuove generazioni ed evitare che l’abuso tecnologico sfoci in isolamento sociale o in situazioni critiche”.

Risposte ai bisgoni emergenti

Il direttore socio sanitario dell’Asst Ovest Milanese, dottor Giovanni Guido Guizzetti, ha evidenziato l’impegno costante dell’Azienda nel rispondere ai bisogni emergenti della popolazione, ponendo l’accento su come l’uso problematico dei dispositivi digitali impatti profondamente sul comportamento e sulle capacità di apprendimento di ragazzi ed adolescenti:

“Da circa un anno abbiamo avviato un’attivista specificata per prevenire le nuove dipendenze abbiamo aperto un ambulatorio dal nome emblematico Disconnect specifico sulle dipendenze digitali. Questo evento s’inserisce nel percorso ideato e avviato da Asst Ovest Milanese, qualcosa di innovativo a livello regionale. Noi sappiamo che il bisogno è elevato perché è un problema contingente che coinvolge una fase importante di popolazione, soprattutto i giovani per l’iper utilizzo degli strumenti tecnologici con tutta una serie di ricadute su istruzione e dal punto di vista sociale. Ora noi contiamo nel prossimo periodo di collaborare in maniera sempre più stretta con altri protagonista della sanità territoriale a partire dai pediatri di libera scelta”.

La tecnologia ambienti di vita

Ad offrire un’inquadratura teorica e culturale del fenomeno ha provveduto il dottor Giorgio Bianconi, responsabile del Dipartimento. Superando la logica del semplice conteggio del “tempo trascorso davanti allo schermo”, la sua relazione ha mostrato come smartphone, social media e interconnessione costante non siano soltanto strumenti, ma veri e propri ambienti di vita che plasmano la nostra identità, le relazioni e la percezione del mondo. In una società complessa e accelerata, il dispositivo rischia di diventare un rifugio illusorio che consuma il tempo e le risorse emotive dell’individuo, rendendo necessario uno sguardo clinico e sociale capace di comprendere e gestire tali dinamiche.

Il servizio si propone come un punto di ascolto e presa in carico agile, accogliente e integrato nel territorio, pensato per intercettare precocemente i segnali di disagio nei giovani e sostenere le loro famiglie. Il percorso di valutazione e presa in carico allo Sportello Disconnect prevede un primo colloquio conoscitivo gestito da un educatore presso la sede della Casa di Comunità di Magenta per raccogliere la domanda ed effettuare una prima valutazione di congruità. Segue un approfondimento psicologico mirato ad accertare le specifiche esigenze del paziente. Successivamente, in base alle necessità rilevate, viene attivata un’équipe multidisciplinare che coinvolge medici, psicologi ed educatori, garantendo una presa in carico personalizzata e un idoneo supporto anche al nucleo familiare.