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Rischio industriale, la Lombardia aggiorna le regole cinquant’anni dopo Seveso

La Giunta approva il progetto di legge sugli 'incidenti rilevanti': nuovi controlli sugli impianti, sconti alle imprese virtuose e più poteri ai Comuni

Rischio industriale, la Lombardia aggiorna le regole cinquant’anni dopo Seveso

A mezzo secolo dall’incidente di Seveso, la Lombardia riscrive le proprie regole sulla prevenzione del rischio industriale. La Giunta regionale, su proposta del presidente Attilio Fontana e dell’assessore all’Ambiente e Clima Giorgio Maione, ha approvato il progetto di legge “Norme in materia di attività a rischio di incidenti rilevanti”, che ora passa all’esame del Consiglio regionale. Il provvedimento riorganizza le funzioni amministrative della Regione sul rischio di incidente rilevante: il pericolo di incendi, esplosioni o rilasci tossici legati a sostanze pericolose negli stabilimenti industriali. Il documento si inserisce nella cornice della normativa nazionale, il decreto legislativo 105 del 2015 che recepisce la direttiva europea “Seveso III”.

Controlli più efficienti e un cambio di approccio con le imprese

Il testo introduce un modello di verifica più strutturato per gli impianti di soglia inferiore, reso possibile dallo sblocco di risorse e dall’ingresso di esperti qualificati nelle commissioni.

“A cinquant’anni dall’incidente di Seveso la Lombardia rinnova con determinazione il proprio impegno nella prevenzione del rischio industriale. In mezzo secolo abbiamo trasformato una tragedia in una cultura della sicurezza che oggi rappresenta un riferimento nazionale”, ha sottolineato Maione.

La Lombardia ospita 247 stabilimenti a rischio, oltre un quarto del totale nazionale:

“Questo dato conferma la forza del nostro sistema produttivo e richiede un governo del rischio all’altezza. Con il provvedimento approvato rendiamo più efficiente e più strutturata l’attività di verifica sugli impianti di soglia inferiore, grazie allo sblocco delle risorse e all’ingresso di esperti qualificati nelle commissioni. È un cambio di paradigma nel rapporto tra imprese e pubblica amministrazione: la verifica diventa uno strumento di accompagnamento, di trasparenza e di miglioramento continuo”, ha spiegato l’assessore.

Sconti fino al 20% per le aziende più virtuose

Tra le novità principali c’è un sistema di premialità sulle tariffe di verifica, i pagamenti obbligatori che i gestori degli stabilimenti versano alle autorità per coprire i costi di controlli e ispezioni.

“Introduciamo un sistema di premialità che valorizza le imprese più attente alla prevenzione. Le aziende in possesso di certificazioni ambientali e di sicurezza riconosciute possono accedere a una riduzione fino al 20% delle tariffe di verifica, mentre la nuova scheda tecnica volontaria consente di presentare un’analisi trasparente del rischio industriale, favorendo un rapporto più diretto e collaborativo con l’ente pubblico”, ha precisato Maione.

L’assessore lo ha definito un approccio che “sostiene chi investe in qualità e responsabilità, contribuendo a innalzare gli standard complessivi del settore”.

Più responsabilità anche per i Comuni

La legge assegna un ruolo più avanzato ai Comuni nella pianificazione urbanistica, che dovranno aggiornare entro 12 mesi l’Elaborato tecnico per il Rischio Rilevante all’interno dei Piani di governo del territorio.

“Non si tratta di un adempimento formale, è un passaggio che migliora la qualità delle scelte territoriali, riduce le esposizioni al rischio e garantisce una tutela più omogenea anche oltre i confini comunali”, ha affermato l’assessore.

Maione ha chiuso ribadendo il ruolo guida della Regione:

“La Lombardia conferma così la propria leadership nazionale: un territorio che cresce perché investe nella prevenzione, nella conoscenza del rischio e nella sicurezza dei cittadini. Un passo avanti nel solco della sostenibilità sociale, ambientale ed economica”.