aumento dei costi

Energia, Guidesi: «Con questi costi la Lombardia rischia di fermarsi»

L'assessore regionale allo Sviluppo Economico chiede interventi immediati a Governo e Unione Europea contro il caro-bollette

Energia, Guidesi: «Con questi costi la Lombardia rischia di fermarsi»

Il caro energia torna a pesare sul sistema produttivo lombardo, e questa volta il rischio, secondo l’assessore regionale allo Sviluppo Economico Guido Guidesi, è quello di un vero e proprio arresto.

“Il costo dell’energia continua ad essere a livelli insostenibili. Non possiamo permetterci un nuovo freno alla produzione, agli investimenti e ai consumi in Lombardia. Con questi costi la Lombardia si ferma”, ha dichiarato l’assessore.

Guidesi ha poi definito la situazione un’emergenza che non ammette più rinvii: “Le strategie di medio-lungo periodo sono indispensabili, ma oggi servono decisioni immediate”.

Imprese e famiglie sotto pressione

Secondo Guidesi il quadro attuale è persino più critico di quello registrato cinque anni fa.

“La situazione di partenza è già più critica rispetto ai sovracosti che avevamo registrato cinque anni fa. Oggi le imprese rischiano di vedere erodere la propria marginalità e, di conseguenza, di ridurre o fermare la produzione. Allo stesso tempo, le famiglie continuano ad essere costrette a limitare i consumi per riuscire a sostenere il costo delle bollette. È una situazione che non possiamo permetterci”, ha spiegato.

L’assessore riconosce comunque la necessità di un percorso infrastrutturale di più ampio respiro:

“Le soluzioni infrastrutturali, attraverso un mix di fonti energetiche, sono certamente necessarie e rappresentano la strada per costruire una maggiore autonomia e competitività nel medio-lungo periodo. Ma oggi serve intervenire subito”.

Le richieste a Bruxelles e Roma

Guidesi indica tre fronti su cui, a suo avviso, Unione Europea e Governo dovrebbero muoversi senza ulteriori attese:

“Ci sono almeno tre interventi immediati sui quali gli enti sovraregionali devono lavorare: maggiore trasparenza nella formazione e nel calcolo del prezzo dell’energia, limiti normativi alla speculazione finanziaria che incide sui prezzi e un price cap che permetta di contenere gli effetti di dinamiche che nulla hanno a che vedere con i costi reali di produzione”.

A questo si aggiunge un tema che la Regione porta avanti da tempo, quello della gestione idroelettrica:

“Da tempo chiediamo di intervenire sulla gestione della risorsa idroelettrica. In Lombardia abbiamo dimostrato che è possibile mettere allo stesso tavolo produttori ed energivori e trovare soluzioni concrete, come avvenuto con il lavoro avviato insieme all’assessore Sertori e al presidente Fontana. Su questo abbiamo avanzato proposte precise, ma continuiamo a non essere ascoltati”.

Un’emergenza per il sistema produttivo

Per l’assessore la posta in gioco riguarda il peso stesso della Lombardia nell’economia italiana ed europea:

“Oggi la priorità assoluta è una sola: affrontare questa situazione come una vera emergenza energetica. La Lombardia, che rappresenta una parte fondamentale della capacità produttiva italiana ed europea, rischia il fermo delle produzioni e una forte limitazione dei consumi. Non possiamo aspettare”.

Guidesi punta infine il dito anche sull’immobilismo comunitario di fronte a un contesto internazionale peggiorato:

“In cinque anni lo scenario geopolitico è profondamente peggiorato, ma l’Unione Europea non ha ancora costruito una risposta immediata e strutturale al problema. Il mercato europeo dell’energia continua a essere esposto alla speculazione finanziaria e non dispone ancora degli anticorpi necessari per proteggere imprese e famiglie”.