Il caso di Domenico Zuccarella arriva anche in Consiglio regionale.
Fratelli d’Italia porta in Regione il caso Zuccarella
Il capogruppo di Fratelli d’Italia Christian Garavaglia, insieme ai consiglieri regionali del partito Matteo Forte, Giacomo Zamperini, Chiara Valcepina, Maira Cacucci, Marco Bestetti, Patrizia Baffi, Claudio Mangiarotti, Anna Dotti e Diego Invernici, ha presentato un’interrogazione a risposta immediata alla Giunta lombarda sulle procedure relative alla morte medicalmente assistita, con particolare riferimento alla vicenda del 59enne, morto il 25 agosto dopo aver scelto di ricorrere al suicidio medicalmente assistito (rivolgendosi all’Asst Ovest Milanese di Legnano). Sulla stessa vicenda è già stato presentato un esposto alla Procura di Busto Arsizio da Viva la Vita Italia, che ha chiesto una verifica indipendente sulla procedura e sul rispetto delle condizioni previste dall’ordinamento.
«Un confronto serio e rispettoso»
«Il fine vita tocca una dimensione profonda e delicata della persona e chiama in causa valori, diritti e responsabilità che richiedono un confronto serio, rispettoso e pienamente istituzionale» sottolinea Garavaglia, secondo il quale una materia di questa portata deve essere affrontata «senza semplificazioni o contrapposizioni». L’obiettivo dell’interrogazione è capire come sia stata concretamente organizzata e attuata la procedura che ha coinvolto il Servizio sanitario regionale e all’interno di quale quadro sia stato chiamato a operare.
Nel mirino la procedura sanitaria
I consiglieri di FdI spiegano:
«Durante la seduta di Consiglio regionale chiederemo alla Giunta di fare chiarezza sulle modalità con cui è stata organizzata e attuata la procedura, con particolare riferimento al quadro entro il quale il Servizio sanitario regionale è stato chiamato ad operare».
L’interrogazione richiama in particolare i principi della continuità della cura e del non abbandono del paziente, oltre al ruolo delle cure palliative e della terapia del dolore. FdI chiede quindi di sapere come l’organizzazione della procedura si sia conciliata con questi principi e con gli obblighi professionali del personale sanitario.
Il nodo dei sanitari
Un altro aspetto sul quale i consiglieri chiedono risposte riguarda proprio le condizioni in cui hanno operato i professionisti coinvolti:
«Riteniamo fondamentale che il personale medico e sanitario sia messo nelle condizioni di operare all’interno di un quadro chiaro, senza essere esposto a situazioni di difficile collocazione tra responsabilità professionali, principi deontologici e indicazioni organizzative».
Il tema assume particolare rilievo nel caso di Zuccarella perché, come già emerso, il Servizio sanitario regionale non si era limitato alla valutazione delle condizioni cliniche, ma aveva organizzato anche la fase attuativa della procedura, mettendo a disposizione personale, farmaco, strumentazione, sistema di autosomministrazione e struttura sanitaria.
«Investire sulla vita, sulla cura e sull’assistenza»
In Consiglio regionale FdI annuncia quindi un confronto con l’assessore al Welfare per approfondire la vicenda. I consiglieri affermano:
«Il Servizio sanitario deve garantire la tutela della persona fragile, la continuità dell’assistenza e il rispetto della dignità del paziente, assicurando al tempo stesso ai professionisti sanitari condizioni chiare nelle quali esercitare le proprie responsabilità».
Da qui il richiamo alla necessità di rafforzare «le cure palliative, la terapia del dolore e una presa in carico capace di accompagnare realmente il paziente e la sua famiglia». La conclusione di Garavaglia e dei consiglieri di FdI è netta:
«La risposta delle istituzioni deve essere quella di investire sulla vita, sulla cura e sull’assistenza».
Garavaglia, Forte, Zamperini, Valcepina, Cacucci, Bestetti, Baffi, Mangiarotti, Dotti e Invernici sottolineano:
«Fratelli d’Italia porterà in Consiglio regionale una posizione coerente con i principi che ha sempre sostenuto, mantenendo un approccio istituzionale e aperto al confronto. Su questioni che riguardano la vita, la sofferenza e la dignità delle persone servono responsabilità, certezza delle regole e rispetto dei ruoli. È questo il terreno sul quale intendiamo svolgere il confronto in Aula».