L'incontro

Dagli Stati Uniti alla ricerca delle proprie radici: l’abbraccio di Thomas Frantini con i parenti arlunesi

«Non ci sono parole che possano esprimere la felicità che provo nel ritrovare le mie origini. Mi sembra di vivere una magia»

Dagli Stati Uniti alla ricerca delle proprie radici: l’abbraccio di Thomas Frantini con i parenti arlunesi

Un momento di incontro, di festa e condivisione è stato quello che mercoledì ha visto insieme in piazza del Popolo ad Arluno per un’apericena alcuni arlunesi e cinque persone americane che proprio ad Arluno hanno ritrovato le proprie origini: Thomas (Tom) Frantini e i suoi familiari, che vivono nello stato dell’Illinois, a Joliet, non lontano da Chicago. Tra sorrisi, abbracci e racconti di vita si sono allacciate relazioni di parentela e amicali, a cui si è arrivati dopo una lunga ricerca nell’albero genealogico, a partire dai nonni paterni di Tom, Enrico Ambrogio Frantini nato nel 1883 e Maria Baratè, nata nel 1885, che si sposarono nel 1908 ad Arluno e che ebbero due figli nati in Italia, prima di emigrare negli Stati Uniti dove ebbero altri tre figli tra cui il padre di Tom, Louis Peter Frantini, nato nel 1925.

L’albero genealogico e la scoperta dei parenti

Fabrizio Caprotti e sua moglie Eva Limido tre anni fa hanno raccolto la richiesta di Tom, inviata dall’America tramite lettera a tutti i Frantini di Arluno (tra cui la mamma di Fabrizio) e da lì è nata un’amicizia che nei giorni scorsi ha portato Tom e i suoi familiari a conoscere i loro parenti arlunesi più prossimi: Gesuina Frantini, con la figlia Laura Denari, e Ambrogio Frantini, con le figlie Michela e Susanna. Molto commossi i tre fratelli Frantini americani: «Non ci sono parole che possano esprimere la felicità che provo nel ritrovare le miei origini. Mi sembra di vivere una magia – ha affermato Tom – Sono pieno di emozione e devo ringraziare Eva e Fabrizio che sono stati fondamentali nel facilitare le ricerche storiche e la cura dedicata, è un’attenzione nei nostri confronti che non ha prezzo, tant’è che io li considero oggi parta della mia famiglia». Anche la sorella Lorrie, commossa, ha dichiarato: «Vedere le foto degli avi appese alle pareti dopo aver visitato il cortile dove sono nati, è un’atmosfera tale che mi sembra di esplodere di gioia e mi sento veramente fortunata di avervi trovati». Lo stesso l’altra sorella, Nancy: «Era il mio sogno fin da bambina vedere i luoghi delle storie di Arluno, che mi raccontava il nonno Enrico Frantini, che ha vissuto con me quasi tutta la vita e ad Arluno non è mai più tornato. Invece la nonna Maria Baratè non l’abbiamo mai conosciuta, ma è qui che sappiamo volesse tornare.  Oggi a 78 anni ho realizzato il mio sogno».

Emozione anche per le due parenti dirette presenti all’incontro: «È fantastico, bellissimo e particolare aver scoperto dal nulla questi parenti, in cui rivedo somiglianze con mio nonno Vincenzo», ha raccontato Laura Denari. «È una cosa emozionante scoprire le proprie origini e da dove si proviene, di cui fino a tre anni fa non sapevo. Ci siamo incontrati ora per la prima volta», ha aggiunto Michela Frantini. Da parte loro Eva Limido e Fabrizio Caprotti hanno affermato che «aiutare nelle ricerche storiche e intanto conoscere questa grande famiglia allargata oltre oceano ha arricchito tantissimo i nostri rapporti sociali, non soltanto con le persone del nostro presente ma anche con le generazioni del passato e chissà quali storie ci riserva il futuro».

L’accoglienza della comunità

Il momento di festa è stato arricchito dalla musica dei fratelli Marco e Franco Limido, che hanno intrattenuto gli ospiti suonando del buon blues nello stile di Chicago. Presente all’incontro anche il sindaco Alfio Colombo, che ha portato i suoi saluti e dato il benvenuto in città, perché «persone che si ritrovano per cercare le proprie radici non è solo una questione privata ma riguarda l’intera comunità di Arluno».