E’ stata dimessa dall’Ospedale Niguarda di Milano dopo 224 giorni di cure del Centro Ustioni, Francesca, l’ultima giovane lombarda coinvolta nel tragico incendio di Capodanno a Crans-Montana in Svizzera.
Francesca torna a casa dopo 224 giorni di cure: era nell’inferno di Crans-Montana
E’ stata l’ultima dei 12 ragazzi lombardi feriti durante l’incendio del noto locale svizzero in cui hanno perso la vita diversi giovani, ad essere dimessa. La giovane potrà tornare nella sua abitazione a Milano e potrà sentire il calore dei propri famigliari e dei ragazzi dell’oratorio di Buscate di cui era educatrice e che a giugno hanno fatto sentire la propria vicinanza a Francesca in occasione del suo compleanno.
Ad accogliere con gioia il suo ritorno a casa anche il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, che ha voluto ringraziare il personale dell’ospedale Niguarda:
“Francesca torna a casa! Dopo 224 giorni di cure, anche lei, l’ultima dei 12 ragazzi lombardi feriti nel tragico incendio di Capodanno a Crans‑Montana, ha lasciato il Centro Ustioni dell’Ospedale Niguarda. Una notizia che riempie di gioia e segna un momento importante di un percorso ancora lungo.
È stato un lavoro complesso e straordinario, realizzato grazie alla collaborazione tra l’Ospedale Niguarda, AREU, il Policlinico di Milano e l’intera rete del Servizio sanitario lombardo. Medici, infermieri, tecnici, personale amministrativo e di supporto hanno lavorato giorno e notte per garantire cure di altissima specializzazione: dal Pronto Soccorso e dalla Terapia Intensiva, al Centro Ustioni, alla Banca dei Tessuti, fino a Pneumologia, Malattie Infettive, Chirurgia Plastica, Riabilitazione e Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza. Un grazie sincero va a tutte le donne e gli uomini che, dal primo giorno, hanno preso in carico questi pazienti con professionalità e dedizione. Oggi la promessa fatta ai genitori è mantenuta: tutti e 12 i pazienti sono tornati a casa. A Francesca, a tutti i ragazzi e alle famiglie va l’abbraccio più grande di Regione Lombardia. A chi ha lavorato per loro, dalla prima emergenza fino a oggi, la nostra più profonda gratitudine. In questa giornata di gioia, il pensiero più commosso resta rivolto ai ragazzi che quella notte non ce l’hanno fatta e ai loro cari. Il dolore per quelle giovani vite spezzate resterà per sempre parte di tutti noi e ci deve spronare a fare di tutto perché tragedie del genere non accadano più”.