Emergenza

Nove incendi in dieci giorni nel Parco del Ticino: oltre 125 volontari impegnati senza sosta

Fiamme anche tra Magenta e Boffalora. Il presidente Ismaele Rognoni: «Basta una sola disattenzione per mettere a rischio ettari di bosco. Difendere il Parco è un dovere di tutti»

Nove incendi in dieci giorni nel Parco del Ticino: oltre 125 volontari impegnati senza sosta

Nove incendi in appena dieci giorni, oltre 125 volontari e operatori impegnati senza sosta e un sistema di antincendio boschivo chiamato a intervenire praticamente ogni giorno.

Emergenza incendi nel Parco del Ticino

È il bilancio dell’intensa attività svolta dal Corpo volontari del Parco Lombardo della Valle del Ticino, che dall’inizio di luglio ha fronteggiato una lunga serie di roghi sviluppatisi in diverse aree del territorio, tra cui Magenta. Tra gli interventi che hanno interessato più da vicino il territorio del Magentino, c’è quello di giovedì 9 luglio in località Gambarina, tra Magenta e Boffalora sopra Ticino. Qui le squadre del Parco hanno lavorato per diverse ore per domare le fiamme e mettere in sicurezza l’area, proseguendo poi con un’accurata attività di bonifica anche nella giornata successiva per scongiurare eventuali riprese dell’incendio.

Così spiega il Parco:

«Ancora una volta i nostri volontari hanno fatto la differenza. Il Nucleo Antincendio boschivo (Aib) del Parco del Ticino è intervenuto con tempestività per domare un incendio divampato in località Gambarina, tra Magenta e Boffalora sopra Ticino. Le nostre squadre sono giunte rapidamente sul posto con pick-up e autobotte. Un intervento complesso, reso possibile grazie alla professionalità dei volontari e alla preziosa collaborazione dei Vigili del fuoco».

Ore di lavoro per mettere in sicurezza l’area

L’incendio della Gambarina ha richiesto un lungo intervento operativo:

«Dopo ore di lavoro, l’incendio è stato completamente spento in serata, solo dopo essersi accertati che ogni focolaio fosse perfettamente raffreddato e l’area messa in totale sicurezza. Già venerdì mattina una squadra è tornata sul posto per i controlli di bonifica, così da escludere qualsiasi possibile ripresa delle fiamme».

Oltre 125 volontari mobilitati per difendere il Parco

Il rogo tra Magenta e Boffalora si inserisce in un quadro particolarmente critico. Da venerdì 3 luglio il sistema Aib (Antincendio boschivo) del Parco è stato impegnato in una vera e propria corsa contro il tempo. Il primo intervento di rilievo ha interessato l’area della Buccella, a Vigevano, dove sono andati in fumo circa 4.700 metri quadrati di vegetazione. Grazie all’intervento dei distaccamenti di Vigevano, Magenta e Parasacco, supportati da autobotti e pick-up, il rogo è stato rapidamente circoscritto. Il giorno successivo un altro incendio ha interessato un’area boschiva di conifere a Golasecca, dove la collaborazione tra il Nucleo Antincendio boschivo del Parco e i Vigili del fuoco ha permesso di contenere rapidamente le fiamme. Venerdì 10 luglio i volontari sono poi tornati a operare a Vigevano, in località Villa Ronchi, con 14 operatori coordinati dal direttore delle operazioni di spegnimento e il supporto dei distaccamenti di Vigevano, Parasacco, Pavia e Magenta. Il momento più critico è arrivato però sabato 11 luglio, quando il sistema Aib è stato chiamato a fronteggiare contemporaneamente quattro distinti incendi: due nell’area della Garzonera, a Vergiate, e due a Vigevano, nelle zone della Buccella e di Campo Robinson. Per l’intervento alla Garzonera sono stati impiegati 11 automezzi antincendio, due vetture di servizio e 30 operatori coordinati da tre direttori delle operazioni di spegnimento. Contemporaneamente tre squadre, quattro automezzi e 14 volontari hanno operato a Vigevano, mentre durante le operazioni sono state distaccate anche due squadre con pick-up e un’autobotte verso Cimbro per fronteggiare un ulteriore incendio. L’attività è proseguita anche domenica 12 luglio con un nuovo e complesso intervento sempre nell’area della Garzonera. Il secondo incendio, esteso su circa un ettaro e mezzo, ha richiesto l’impiego di 37 operatori, 14 automezzi antincendio e due direttori delle operazioni di spegnimento, coinvolgendo tutti i distaccamenti del settore nord del Parco fino a Magenta. Le operazioni di bonifica sono proseguite anche nelle ore successive per eliminare ogni possibile focolaio residuo.

Rognoni: «Ogni incendio è uno sfregio al nostro patrimonio naturale»

A tracciare il bilancio di questi giorni è il presidente del Parco Lombardo della Valle del Ticino Ismaele Rognoni:

«Questi numeri raccontano meglio di qualsiasi parola il grande lavoro che il nostro sistema di Antincendio boschivo sta svolgendo. Desidero ringraziare i dipendenti e i volontari dell’Ente Parco, le forze dell’ordine, i Vigili del fuoco, i Dos e tutti gli operatori impegnati sul campo per la professionalità, il coraggio e lo straordinario spirito di servizio dimostrati».

Il presidente rivolge poi un appello ai cittadini, ricordando come l’attuale situazione climatica renda il territorio particolarmente vulnerabile:

«In questo periodo di caldo estremo basta una sola disattenzione per mettere a rischio ettari di bosco. Difendere il Parco del Ticino è un dovere che appartiene a tutti».

Un patrimonio da proteggere

Dal Parco ricordano come ogni intervento non significhi soltanto spegnere un incendio, ma salvaguardare uno dei patrimoni ambientali più preziosi della Lombardia, riconosciuto dall’Unesco come Riserva della Biosfera Ticino Val Grande Verbano. Ogni ettaro di bosco distrutto rappresenta infatti una ferita destinata a richiedere decenni per rimarginarsi, con conseguenze sulla biodiversità, sulla fauna selvatica, sul paesaggio e sulla sicurezza delle comunità che vivono all’interno del Parco. Per questo l’Ente rinnova l’invito alla massima prudenza: con temperature eccezionalmente elevate e vegetazione sempre più secca, anche un gesto apparentemente banale può provocare danni gravissimi. Il presidente Rognoni conclude:

«Difendere il Parco significa proteggere un bene comune che appartiene all’intera collettività e alle future generazioni».