Sessant’anni di attività e un riconoscimento che arriva proprio nell’anno dell’anniversario. La Carrozzeria Fratelli Ferrario di Inveruno è tra le imprese che hanno ottenuto il marchio di «Attività storica e di tradizione» di Regione Lombardia, un traguardo che racconta una storia iniziata nel 1966 grazie ai fratelli Antonio e Pier Luigi Ferrario.
Dal garage di casa al riconoscimento di Regione Lombardia
Marco Ferrario, che oggi guida l’azienda insieme alla sorella Daniela, racconta:
«Abbiamo deciso di fare domanda proprio quest’anno, perché ricorrono i sessant’anni della carrozzeria. Dopo tutte le sofferenze del periodo del Covid ci sembrava il modo giusto per festeggiare questo traguardo».
Una storia partita davvero dal basso.
«Mio padre e mio zio sono partiti da zero, non avevano una lira in tasca. Papà aveva lavorato per dieci anni alla Zagato di Milano: faceva avanti e indietro tutti i giorni e, quando tornava a casa, continuava a lavorare nel garage per mettere da parte i soldi. Mio zio, invece, lavorava in una carrozzeria di Castano. Entrambi avevano iniziato a lavorare a 14 anni».
Nel 1966 nasce la carrozzeria nel garage di casa, l’anno successivo viene acquistato il capannone di via Marconi, dove l’azienda si trova ancora oggi, iniziando un percorso di crescita che non si è più fermato.
L’evoluzione dell’azienda e di un mestiere che cambia
La seconda generazione entra in azienda nel 1996.
«Mia sorella Daniela è sempre stata in ufficio, io in carrozzeria. Mi è sempre piaciuto questo lavoro. Ho frequentato il liceo scientifico e mi ero anche iscritto a Biologia, ma alla fine la passione ha prevalso».
Nel 2006 Marco rileva la quota dello zio e diventa socio del padre Pier Luigi; dopo la scomparsa di quest’ultimo, nel 2018, entra in società anche Daniela. Oggi la carrozzeria impiega nove persone e negli anni ha ampliato i servizi, affiancando all’attività principale officina, gommista, soccorso stradale e noleggio a breve termine.
Marco Ferrario spiega:
«Bisogna stare al passo con il mercato. Una carrozzeria oggi deve diversificare. È cambiato tutto, sia nelle riparazioni sia nel rapporto con i clienti».
A essere cambiato è innanzitutto il modo di vivere l’automobile.
«Quando ero ragazzo la macchina era un bene prezioso. Prima dell’estate tutti la lucidavano per partire in vacanza con l’auto perfetta. Oggi è soprattutto uno strumento. C’è ancora chi ci tiene tantissimo, ma il rapporto è diverso».
Anche il mestiere si è trasformato.
«Le auto sono costruite in modo completamente differente rispetto a una volta e anche le riparazioni sono cambiate. E con l’arrivo delle vetture elettriche il settore è destinato a evolversi ancora».
Secondo Ferrario è cambiata anche la clientela.
«Una volta c’era più rispetto per il lavoro artigianale. Si riconosceva un lavoro fatto bene. Oggi molti guardano solo al prezzo: se fai un preventivo da 2mila euro, c’è sempre qualcuno che dice di averne trovato uno più basso. Pochi si soffermano a valutare davvero la qualità».
Il soccorso stradale e il valore della parola data
Tra i servizi che impegnano maggiormente l’azienda c’è il soccorso stradale.
«Essere reperibili 24 ore su 24 è molto faticoso. Anche quando escono i nostri collaboratori, io o mia sorella siamo sempre presenti per gestire ogni situazione. Prima recuperavamo soprattutto auto incidentate, oggi sempre più spesso interveniamo per veicoli in avaria. Però quando riesci a recuperare una macchina finita fuori strada senza provocare ulteriori danni e vedi la soddisfazione della persona che hai aiutato, quella è una bella gratificazione».
Sul futuro della carrozzeria è ancora presto per fare previsioni.
«I figli e i nipoti stanno seguendo altre strade: uno frequenta il liceo artistico e vorrebbe lavorare nella moda, un nipote sta facendo un dottorato in Biotecnologie. La più piccola ha solo 3 anni… vedremo che cosa succederà».
Una fiducia che si tramanda da generazioni
Intanto resta il patrimonio più importante lasciato dai fondatori.
«Mio padre ci ha insegnato che le cose vanno fatte bene, sempre. Era un perfezionista, ma soprattutto una persona corretta, che dava grande valore alla parola data. È quello che ancora oggi cerchiamo di portare avanti ogni giorno».
E, a giudicare dalla clientela, quella lezione continua a dare i suoi frutti. Oggi Marco e Daniela accolgono in carrozzeria i figli e, in alcuni casi, persino i nipoti dei clienti che si affidavano al padre Pier Luigi e allo zio Antonio. Un rapporto di fiducia che si tramanda di generazione in generazione e che rappresenta, forse, il riconoscimento più autentico per chi da sessant’anni ha fatto della qualità del proprio lavoro un biglietto da visita.
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