"MAI SEMINATO ODIO"

Raid contro l’auto del gestore del centro islamico: è polemica

E' tornato a dominare il dibattito politico l'atto vandalico che aveva interessato il mezzo di Rizwan Naeem, classe '85, padre di famiglia che risiede da 30 anni in paese

Raid contro l’auto del gestore del centro islamico: è polemica

Il raid aveva colpito l’auto di uno dei promotori del centro culturale islamico di Castano Primo a fine maggio, e la vittima aveva sporto formale denuncia ai carabinieri. Ma ora è tornato a dominare il dibattito l’atto vandalico che aveva interessato il mezzo di Rizwan Naeem, classe ’85, padre di famiglia che risiede da 30 anni in paese.

Il taglio delle gomme e la denuncia social

Lui, che è titolare di un ufficio di consulenza fiscale, pratiche burocratiche e assistenza per l’immigrazione e gestisce l’associazione islamica Faizane madina di via 26 febbraio, si era visto tagliare le gomme della propria auto, oscurarne la targa, quindi strappare le insegne del centro islamico. A riportare la notizia era stato un blog:

«A Castano hanno tagliato le gomme all’integrazione», ha scandito il diretto interessato sui social. «Ve lo dico senza filtri, senza educazione forzata, senza quella patina di equilibrio che a volte mi tocca indossare: oggi mi vergogno di essere castanese. Mi vergogno perché nella mia città, undicimila anime strette tra i campi e la pista di atterraggio di Malpensa, qualcuno ha pensato bene di tagliare le gomme dell’auto a un uomo colpevole solo di aiutare la gente con il 730, di far lavorare due ragazze nel suo ufficio, di aprire un centro culturale islamico dove si insegna l’italiano invece che l’odio».

La testimonianza del diretto interessato

«Sono stati ingenti i danni che ha riportato il mezzo. Danni soprattutto materiali, che hanno riguardato le gomme e che hanno fatto scattare la necessità di re-immatricolare il veicolo dopo l’oscuramento della targa. Accanto al lato pratico, la mia principale preoccupazione ha coinciso con la mia famiglia. Perché la macchina era la nostra e io al termine del raid ho contato quasi 60 buchi. Una sorta di accanimento contro la vettura. Non mi capacito rispetto a chi abbia potuto realizzare un gesto simile. Non me ne capacito perché tutti mi vogliono bene. Sono abituato a seminare l’amore e non l’odio. Quest’ultimo non è la strada giusta per i nostri figli».

Le reazioni politiche

Tale episodio ha suscitato la reazione dell’ex sindaco nonché attuale consigliere comunale di minoranza Giuseppe Pignatiello:

«Un gesto stupido, violento e del tutto inutile nei confronti di un cittadino e professionista che è cresciuto in questo territorio. Ma se l’atto in sé è grave, la reazione di una parte della rete è altrettanto preoccupante. Guardando i commenti catturati c’è da rimanere sinceramente sgomenti. Dobbiamo dirlo chiaramente e senza giri di parole: l’odio chiama solo altro odio. Non è mai stata, e mai sarà, questa la strada per costruire una comunità migliore o più sicura. Il disagio non legittima l’inciviltà. Spero vivamente che l’Amministrazione comunale decida di intervenire con prontezza, competenza e correttezza, mettendosi fermamente al fianco di chi ha subito questo ingiusto attacco e prendendo una posizione netta contro chiunque provi a giustificare l’accaduto».

Il sindaco Roberto Colombo si è invece «detto dispiaciuto per l’accaduto come lo sono per qualsiasi cittadino castanese» e ha poi aggiunto:

«Le indagini sull’episodio sono ancora in corso, ma al momento non abbiamo elementi per collegare quanto accaduto a una matrice religiosa. L’epoca in cui aprì il centro islamico è lontana rispetto a quando si è consumato il fatto».