La mobilitazione contro il progetto del data center nell’area ex Novaceta entra in una nuova fase.
«No al data center nell’area ex Novaceta»
È stata infatti depositata negli uffici del Comune di Magenta una prima tranche della petizione popolare indirizzata al sindaco Luca Del Gobbo per chiedere di sospendere l’iter del progetto «Mxp Magenta Campus Data Center», promosso dalla società Namira Sgr, e aprire un confronto pubblico con la cittadinanza.
«Stop all’iter e assemblea pubblica»
Sono 1.260 le firme raccolte finora dai promotori dell’iniziativa, che nelle prossime settimane proseguiranno la raccolta con nuovi banchetti sul territorio. L’obiettivo, spiegano, è quello di informare i residenti e mantenere alta l’attenzione su un progetto che continua a suscitare interrogativi, in particolare sotto il profilo ambientale. La petizione contiene due richieste precise rivolte al sindaco e alla Giunta. La prima è quella di non sottoscrivere il Piano attuativo prima della conclusione della procedura di valutazione di impatto ambientale (Via), attualmente in corso al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica. La seconda riguarda invece la convocazione di un’assemblea pubblica, ritenuta necessaria per colmare quella che i promotori definiscono «una carenza di informazione e di coinvolgimento della cittadinanza».
«Trasparenza e rispetto delle tutele ambientali»
La raccolta firme rappresenta l’ultimo capitolo di una mobilitazione nata nelle scorse settimane, dopo l’assemblea pubblica organizzata dai circoli cittadini di Partito democratico, Alleanza Verdi e Sinistra, Partito socialista italiano e Movimento 5 stelle in aula consiliare per illustrare il progetto del nuovo polo tecnologico previsto nell’area industriale dismessa. A quell’incontro era seguito anche un presidio davanti ai cancelli dell’ex Novaceta, promosso da un gruppo di cittadini per richiamare l’attenzione sui temi della bonifica del sito, del consumo di suolo e dei possibili impatti ambientali dell’intervento.
I promotori della petizione dichiarano:
«Le 1.260 firme raccolte fino a oggi sono un segnale democratico fortissimo che il sindaco non può ignorare. Chiediamo trasparenza e il rispetto delle tutele ambientali prima che vengano apposte firme definitive».
I prossimi passi del comitato
La mobilitazione, assicurano, non si fermerà con il deposito delle firme già raccolte:
«La nostra azione andrà avanti con ancora più determinazione: i cittadini del Magentino hanno il diritto di decidere sul futuro della propria terra».