Castelletto

Cornaredo, la minoranza: “Prudenza sui data center”

Il giudizio negativo sulla compatibilità ambientale del campus a Castelletto anima la discussione in vista dei progetti di Cornaredo

Cornaredo, la minoranza: “Prudenza sui data center”

Regione Lombardia ha espresso un giudizio negativo al progetto D4 Data Center MIL1, previsto nell’area ex Italtel tra i comuni di Settimo Milanese e Cornaredo a Castelletto.  Il 9 giugno 2026 la Commissione Istruttoria Regionale per la Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA) ha infatti espresso parere non favorevole (postumo) alla compatibilità ambientale del progetto. La Giunta Regionale ha condiviso la stessa posizione.

Data center Castelletto

«Le criticità evidenziate sono tutt’altro che marginali – spiega il Partito Democratico di Cornaredo – La documentazione presentata non consente infatti di confrontare gli impatti ambientali della parte già realizzata con quelli delle opere ancora da costruire, rendendo impossibile una valutazione complessiva dell’intervento. Viene anche sottostimato l’impatto sulla qualità dell’aria, in un contesto territoriale dove sono già presenti molte infrastrutture analoghe. Non meno preoccupante è la presenza prevista di oltre 3,8 milioni di litri di gasolio, stoccati in un’area caratterizzata da una falda freatica superficiale, con evidenti potenziali criticità ambientali. Si aggiungono la perdita di circa 4,5 ettari di superficie permeabile, interventi di mitigazione ambientale giudicati inadeguati nei confronti del Parco Sud e l’inspiegabile inserimento di elementi tecnologici nell’area storica di Villa Litta Modigliani» scrive la sezione Pd.

Forti preoccupazioni dal Pd

«Di fronte a un quadro così preoccupante ci si aspetterebbe prudenza – prosegue il Partito Democratico, parlando di ciò che accadrà in futuro a Cornaredo – Invece l’Amministrazione comunale di centrodestra e il Sindaco stanno portando avanti le procedure per la realizzazione di ulteriori data center sul territorio di Cornaredo. Sono previsti: due nuovi data center sull’area a verde ex Italtel, per una superficie di circa 23.300 mq; un campus composto da tre mega data center nell’area ex Alemagna, già approvato attraverso il piano attuativo, con una superficie lorda di pavimento di 114.000 mq e un volume reale di circa 800.000 metri cubi. Per quest’ultimo intervento, inoltre, non è stata ceduta l’area destinata alla mitigazione ambientale pari a 35.500 mq: circa 17.700 mq sono stati monetizzati, con l’operatore che versa al Comune 100 euro al metro quadrato per la mancata cessione, mentre i restanti 17.800 mq saranno destinati a parcheggio privato a uso pubblico per autoarticolati. A tutto questo si aggiunge il progetto di un ulteriore data center nell’area ex Icoma, ottenuto modificando il vigente Piano di Governo del Territorio. Una scelta che solleva forti preoccupazioni, considerando la vicinanza del centro sportivo, della scuola superiore e delle abitazioni. Anche in questo caso vengono monetizzati 19.416 mq destinati originariamente ad aree verdi. I fatti parlano chiaro: nonostante il parere negativo della Regione sul progetto ex Italtel, l’Amministrazione continua a puntare su sei nuovi data center, rinunciando a oltre 55.000 metri quadrati di verde e alle necessarie opere di mitigazione ambientale. Una scelta che mette seriamente a rischio il futuro di Cornaredo. A tutto questo si aggiunge la mancanza di un reale confronto con la cittadinanza. Le promesse di partecipazione contenute nel programma elettorale sono state disattese e ogni proposta di coinvolgere i cittadini è stata respinta. Nel frattempo, aree verdi destinate alla tutela ambientale vengono sostituite dalla monetizzazione, privilegiando gli interessi economici rispetto alla qualità del territorio».

“Situazione grave”

«A Cornaredo la situazione è grave – afferma Mary Vono capogruppo della lista Colibrì in Consiglio comunale a Cornaredo – non solo per quanto realizzato o da realizzare nella zona sud ex industriale, in particolare sull’area ex Alemagna, ma anche per il Data Center che la giunta D’Urbano ha previsto all’ex ICOMA, una zona baricentrica di vocazione residenziale circondata da abitazioni, scuole, centro sportivo, cimitero. Una decisione assurda che abbiamo denunciato in Consiglio comunale, con equivalenti motivazioni dei competenti uffici regionali, per i nefasti effetti complessivi sul territorio e sulla popolazione, in particolare per la falda acquifera, la qualità dell’aria la manutenzione dei gruppi elettrogeni, le concentrazioni di inquinanti critici, con possibili superamenti o valori molto vicini ai limiti, soprattutto in un’area già segnata dalla presenza di altri data center, non solo a Cornaredo. Abbiamo segnalato alla Giunta ed al Consiglio tutto questo oltre un anno fa, anche con una mozione per linee guida» prosegue Mary Vono «ma la maggioranza a guida leghista ha respinto le proposte abdicando alla funzione di tutela della salute dei propri cittadini, del territorio ed al ruolo e di indirizzare le scelte sovracomunali a beneficio della collettività. Se la Giunta e il Sindaco sono davvero responsabili verso la comunità, ora è il momento di cambiare rotta: sostenere controlli più rigorosi, difendere il territorio e promuovere uno sviluppo digitale che non sia a costo della salute e della qualità della vita dei nostri concittadini».