Prosegue la nostra rubrica che mette in contatto diretto Regione Lombardia e i lettori. Scrivete a laregionerisponde@netweek.it e i vari assessori regionali competenti, di volta in volta, risponderanno alle vostre domande e segnalazioni, che possono interessare tutti i lombardi, dalla sanità ai trasporti, dalla sicurezza alla cultura, dall’economia al sociale. Il nostro obiettivo è quello di avvicinare le istituzioni ai cittadini, raccogliendo le istanze locali per portarle all’attenzione della politica.
Bosco delle Querce, dalla tragedia diossina a simbolo europeo di rinascita
Ho letto che il Bosco delle Querce è stato riconosciuto patrimonio europeo. Mi piacerebbe saperne di più: qual è la sua storia?
Valentina – Seveso (MB)
Risponde Francesca Caruso, assessore alla Cultura di Regione Lombardia
Il Bosco delle Querce di Seveso e Meda è entrato ufficialmente tra i luoghi simbolo della memoria e dell’identità europea, ottenendo il “Marchio del Patrimonio Europeo”, prestigioso riconoscimento assegnato dalla Commissione europea ai siti che rappresentano momenti e valori fondamentali della storia comune del continente. Nei giorni scorsi ho avuto l’onore di ritirare questo riconoscimento a Bruxelles a nome della Regione. Si tratta di un traguardo storico: è infatti il primo sito lombardo a ottenere questo titolo e, in tutta Italia, soltanto sei luoghi possono oggi fregiarsene. Un risultato reso possibile grazie al lavoro condiviso tra Regione Lombardia, Ministero della Cultura, Fondazione Lombardia per l’Ambiente e amministrazioni locali.
Il valore del Bosco delle Querce affonda le sue radici in una delle pagine più drammatiche della storia italiana contemporanea: il disastro della diossina del 1976, che colpì il territorio di Seveso e Meda e divenne uno dei più gravi incidenti ambientali europei. Da quella ferita, però, prese forma un lungo percorso di bonifica e rigenerazione che ha trasformato un’area devastata in un luogo di vita, memoria e partecipazione.
Oggi il Bosco delle Querce racconta proprio questa straordinaria trasformazione: oltre 700 ettari recuperati e più di 40.000 alberi piantati restituiti alla collettività. Numeri che testimoniano concretamente la portata di una rinascita divenuta esempio a livello europeo.
Questo luogo non è soltanto un parco: è il simbolo di come istituzioni, tecnici e cittadini abbiano saputo reagire insieme a una crisi che sembrava insuperabile, trasformando una tragedia in uno spazio dedicato all’educazione ambientale, alla memoria e alla consapevolezza civica. Un messaggio particolarmente importante per le nuove generazioni.
Ci avviciniamo inoltre al cinquantesimo anniversario del disastro e Regione, insieme alle istituzioni del territorio, sta lavorando a un programma di iniziative che il prossimo luglio unirà simbolicamente Lombardia e Bruxelles. Grazie al Marchio del Patrimonio Europeo, quella ricorrenza non rappresenterà soltanto il ricordo di una tragedia locale, ma diventerà il racconto di una comunità che ha saputo rialzarsi e costruire futuro. Perché oggi il Bosco delle Querce non appartiene più soltanto a Seveso e Meda: è diventato patrimonio di tutti i cittadini europei.
