Einaudi

Studenti in collegamento con Kyiv: confronto Italia-Ucraina su guerra e libertà

All’istituto magentino il primo confronto scolastico del genere in Lombardia, tra testimonianze dirette e riflessioni sul futuro dell’Europa.

Studenti in collegamento con Kyiv: confronto Italia-Ucraina su guerra e libertà

Un ponte tra Magenta e Kyiv costruito attraverso il dialogo, l’ascolto e la condivisione di esperienze segnate dalla guerra.

Studenti dell’Einaudi in collegamento con l’Harant Osvita Lyceum di Kyiv

L’Istituto Luigi Einaudi-Leonardo da Vinci di Magenta ha ospitato un incontro online con l’Harant Osvita Lyceum di Kyiv, in un confronto che ha coinvolto studenti italiani e ucraini in un intenso momento di cittadinanza attiva e riflessione sul valore della libertà.
Fondamentale per la realizzazione dell’evento il lavoro organizzativo del professor Rosario Riggio e del giornalista Vladislav Maistrouk, che hanno coordinato l’iniziativa rendendo possibile uno dei rarissimi incontri di questo tipo in Italia: il primo in Lombardia e soltanto il secondo a livello nazionale.
L’evento è stato arricchito dagli interventi dell’assessore all’Educazione del Comune di Magenta Giampiero Chiodini e dell’avvocato Gabriele Dallara, presidente dell’Associazione italo-ucraina Heroyam Slava.

Il cuore dell’incontro è stato il dialogo diretto tra i ragazzi

Ad aprire ufficialmente la mattinata sono stati il professor Rosario Riggio e la dirigente scolastica Rosa Azzarelli, che hanno accolto gli ospiti e dato avvio al confronto tra gli studenti collegati dalle due nazioni. Il cuore dell’incontro è stato il dialogo diretto tra i ragazzi, che hanno condiviso riflessioni, esperienze personali e prospettive sul futuro in un contesto profondamente segnato dal conflitto in Ucraina. Un confronto reso ancora più intenso dalle drammatiche notizie arrivate poche ore prima del collegamento: alcuni edifici nei dintorni della scuola di Kyiv erano infatti stati colpiti da bombardamenti che avevano provocato anche vittime. Nonostante il clima di forte tensione e insicurezza, gli studenti hanno scelto di raccontarsi e confrontarsi apertamente, affrontando anche temi particolarmente dolorosi che spesso, è stato sottolineato, non vengono colti o comunicati adeguatamente dai media italiani.
L’iniziativa si è trasformata così in un vero laboratorio di cittadinanza attiva, costruito attraverso domande reciproche, curiosità e testimonianze dirette. Il collegamento online ha permesso di accorciare le distanze geografiche e culturali, confermando ancora una volta il ruolo della scuola come luogo di elaborazione di esperienze, crescita civile e costruzione di relazioni capaci di superare ogni barriera.

«Tendere la mano a chi sta vivendo la storia sulla propria pelle»

Il professor Riggio spiega:

«Durante il confronto una parola è riecheggiata con particolare forza: libertà. Nella sala conferenze dell’Istituto Einaudi si è percepito chiaramente lo spirito di Euromaidan e la volontà del popolo ucraino di proseguire il proprio percorso di avvicinamento all’Unione Europea, al di là della disinformazione che spesso circola sui media. Un messaggio che gli studenti hanno accolto nella consapevolezza che costruire il futuro significhi anche custodire la memoria e tendere la mano a chi sta vivendo la storia sulla propria pelle». 

Determinante per la buona riuscita dell’evento anche il contributo organizzativo e tecnico degli studenti coinvolti: la regia è stata curata dall’alunna Carola De Angiolini, il servizio fotografico da Mattia Lo Presti, mentre la mediazione linguistica è stata affidata alla studentessa Sasha Kuzmenko, il cui lavoro ha reso possibile una comunicazione fluida ed efficace tra i partecipanti italiani e ucraini. A fornire un prezioso supporto tecnico è stato anche il professor Rosario Sciortino.