L’ISIS Bernocchi di Legnano schiera in campo una nuova squadra di mediatori tra pari
La formazione
Al termine dei percorsi di formazione svolti durante l’anno, conclusi da un test finale, sessantanove studenti e studentesse delle classi terze hanno ottenuto l’attestato per esercitare questo ruolo, consegnato durante le cerimonie di chiusura che si sono tenute presso la sede principale della scuola e in quella distaccata di Medea, che schiera per la prima volta in campo un suo gruppo di mediatori.
Erano presenti per l’occasione la Dirigente Scolastica Elena Maria D’Ambrosio, i formatori, Gianfranco Selvagio e Mariachiara Olianas, che hanno condotto i corsi affiancati da Daniele Veronelli e Arianna Paralovo, e i docenti che hanno organizzato e coordinato lo svolgimento delle attività, la professoressa Ines Scalise e il professor Angelo Sicilia. In vista dell’uscita dei mediatori formati nel 2024, ormai prossimi al diploma, si rinnova così il progetto portato avanti dal Bernocchi insieme a Risorsa Cittadino, ente accreditato che diffonde nelle scuole superiori la cultura della mediazione tra pari come strumento di risoluzione dei conflitti attraverso il progetto “Invece di giudicare”.
Durante le cerimonie si sono alternati gli interventi degli studenti, che hanno indicato le cinque chiavi della mediazione: volontarietà, equivicinanza, non giudicare, non dare consigli, riservatezza. I ragazzi hanno spiegato come si svolga nel concreto il loro intervento: le parti del conflitto scelgono liberamente di ricorrere alla mediazione, che nessuno può imporre. Il setting del colloquio prevede di disporre le sedie in cerchio, per favorire l’interazione, e di contribuire a creare un clima tranquillo. Non si parte mai dalla questione, prima ci si presenta, si ribadiscono le regole e la riservatezza dello scambio.
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Gli obiettivi
Lo scopo non è trovare necessariamente un accordo, ma dare la possibilità ai confliggenti di ascoltarsi, confrontarsi e mettersi in gioco. I mediatori non si suggeriscono soluzioni, si limitano a mettere sul tavolo punti di vista da considerare. Una tecnica usata consiste nello specchio, ovvero nel riformulare gli interventi abbassando i toni e usando espressioni rispettose, evitando gli insulti. In conclusione, viene definito se ci sono degli accordi e si può decidere di metterli per iscritto.
Molto positivi i commenti degli studenti, soddisfatti del percorso svolto.
“Il corso è molto interessante e ricco, utile a livello personale e pratico: aiuta a comprendere meglio se stessi a gestire i propri conflitti e quelli che si presentano nella nostra vita”, è stato detto.
E ancora:
“Credevo che il mediatore fosse una sorta di giudice, in realtà è una persona che attua un ascolto vero, che cerca di fare dialogare due confliggenti facendo sì che si mettano da parte i sentimenti di rabbia e che ci sia spazio per confrontarsi”.
L’idea di imparare ad ascoltare, competenza che si dà per scontata, sottovalutata, eppure complessa da esercitare e potente nei suoi effetti, è al centro della maggior parte degli interventi:
“Il corso mi ha insegnato ad ascoltare e a rispettare gli altri, anche chi è diverso da me. Porto a casa nuove amicizie e una grande crescita personale”.
Tante le azioni che questi studenti e studentesse potranno portare avanti nei prossimi anni: mediazioni tra singoli o di classe, anche durante le assemblee, attività di divulgazione nelle prime e nelle seconde, interventi di sensibilizzazione in occasione della giornata del rispetto.
Un ulteriore progetto è la creazione di un tavolo della qualità relazionale, con la partecipazione di insegnanti, figure educative e studenti mediatori.
“È uno spunto che vorrei attuare, così come mi piacerebbe mettere a sistema il ruolo di facilitatore nelle assemblee di classe – ha detto la dirigente Elena Maria D’Ambrosio – Nel mio ruolo, continuo ogni giorno a imparare, anche dagli studenti, e questo incontro è stato fonte di ispirazione. Tutti collaboriamo per migliorare la scuola e la vita scolastica di chi la frequenta. Grazie dunque a tutti voi per l’impegno che avete mostrato e per il prezioso contributo che date all’Istituto.”