L'evento

Quasi 400 Lupetti, Coccinelle e capi scout della zona Agesci Ticino-Olona insieme per la «Festa di primavera»

L'educazione alla pace, al rispetto e alla gentilezza gli obiettivi educativi su cui si è puntato attraverso il gioco e le esperienze concrete

Quasi 400 Lupetti, Coccinelle e capi scout della zona Agesci Ticino-Olona insieme per la «Festa di primavera»

Sabato 18 e domenica 19 aprile l’Istituto San Girolamo Emiliani dei Padri Somaschi di Corbetta ha ospitato la «Festa di primavera» dei Lupetti e delle Coccinelle della zona Ticino-Olona dell’Agesci, incentrata quest’anno sul tema della pace. 337 bambini e bambine tra gli otto e gli undici anni e 55 capi educatori hanno preso parte all’evento condiviso tra i 14 gruppi scout attivi sul territorio. Le due giornate hanno avuto «l’obiettivo di creare relazioni e senso di appartenenza di zona, attraverso un tema che ha legato il tutto e che ha ripreso un cartone animato amato dai bambini, da cui i capi hanno organizzato attività creative, ludiche ed educative in natura», raccontano Davide Gambaro e Marta Paleari, i due incaricati alla branca Lupetti e Coccinelle della zona Agesci Ticino-Olona.

Educare alla pace, alla gentilezza e al rispetto per gli altri

«La “Festa di primavera” rappresenta un momento significativo di incontro tra i gruppi della zona. L’evento promuove relazioni positive, appartenenza e uno stile di convivenza rispettoso secondo il metodo scout – spiegano i due incaricati – Quest’anno in particolare abbiamo voluto puntare sui seguenti obiettivi educativi: verbalizzare la pace facendo conoscere ai bambini strumenti per evitare lo scontro, il litigio, l’esclusione e l’offesa e imparando a stare bene insieme attraverso le parole; imparare a vivere con gli altri in modo gentile, promuovendo parole e gesti che favoriscano una convivenza non violenta; imparare a mettersi nei panni degli altri attraverso l’educazione all’empatia e al rispetto reciproco; vedere sempre il bello negli altri, valorizzando qualità e capacità di ciascuno». Tutto questo fatto in modo esperienziale, soprattutto attraverso il gioco e il divertimento, come previsto dal metodo scout, per «imparare facendo».

Il gioco e l’esperienza concreta come strumenti educativi

L’evento ha avuto come finalità quella di «rafforzare un clima di accoglienza tra i gruppi della zona; promuovere la cultura della pace attraverso il gioco; sviluppare competenze relazionali; vivere un’esperienza significativa di comunità scout – proseguono Davide Gambaro e Marta Paleari – La metodologia educativa prevista è stata caratterizzata dal gioco strutturato come principale strumento educativo; dall’esperienza concreta e dalla partecipazione attiva dei bambini e delle bambine; dal simbolismo e dall’ambientazione; dal lavoro in piccoli gruppi e dalla testimonianza educativa dei capi nella sensibilizzazione della pace e della relazione sana di cura».

Due giorni di sorrisi, confronto, divertimento e nuove amicizie, con spunti di riflessione e strumenti pratici che i bambini hanno interiorizzato e che potranno vivere e portare in tutte le occasioni della loro vita quotidiana, perché come recita un famoso detto scout «Si impara da piccoli a diventare grandi».