Il Circolo del Partito Democratico di Magenta e il suo gruppo consiliare hanno espresso piena solidarietà al gruppo di Progetto Magenta per quanto accaduto in occasione della convocazione del Consiglio comunale in programma per oggi, mercoledì 25 marzo.
“Convocare i lavori con le assenze tra le minoranze è fatto grave”, denunciano i dem
La scelta di convocare il Consiglio proprio nell’unica data in cui le minoranze hanno segnalato l’impossibilità di partecipare, hanno sottolineato i dem, “nonostante fossero state indicate numerose alternative e vi fosse la certezza che gran parte dei consiglieri di minoranza non sarebbe stata presente, rappresenta un fatto grave. Non solo sul piano politico, ma soprattutto su quello istituzionale”. Ormai, hanno aggiunto, “non siamo più di fronte a un episodio isolato, ma all’ennesima manifestazione di un metodo che, negli anni, ha progressivamente ridotto gli spazi di partecipazione delle minoranze, svuotando il ruolo del Consiglio comunale e degli organi che dovrebbero garantirne il corretto funzionamento”.
“Minoranze escluse sistematicamente dai momenti decisionali”
Da tempo assistiamo, infatti, a un’esclusione sistematica delle minoranze dai momenti decisionali e di confronto, anche a seguito dell’eliminazione delle commissioni consiliari, più volte richieste dai gruppi di minoranza. Allo stesso modo, si registra un progressivo svuotamento del ruolo della Conferenza dei Capigruppo, che dovrebbe essere il luogo deputato alla condivisione e alla programmazione dei lavori consiliari, ma in cui troppo spesso non viene garantita un’effettiva parità tra maggioranza e opposizione.
Un ulteriore elemento di polemica
A ciò si aggiunge il rifiuto, ormai reiterato e ingiustificato, di consentire la partecipazione da remoto ai consiglieri impossibilitati per ragioni lavorative, anche quando operano all’estero, nonché la costante minimizzazione e derubricazione di dichiarazioni gravi provenienti dalla maggioranza, che nel tempo hanno contribuito a creare un clima poco rispettoso del ruolo delle minoranze, arrivando persino ad utilizzare espressioni offensive nei confronti di un capogruppo di opposizione e, da ultimo, proprio nell’ultima conferenza dei capigruppo arrivare ad affermare apertamente che “meglio se non ci sono le minoranze, così si fa più in fretta”.
Il confronto percepito come ostacolo e non come valore
Parole e atteggiamenti che non rappresentano semplici cadute di stile, ma che evidenziano una concezione distorta della democrazia, in cui il confronto viene percepito come un ostacolo e non come un valore. Una visione che si inserisce in un’impostazione più ampia, più volte espressa, che riduce il Consiglio comunale a un luogo di mera ratifica delle decisioni dell’Amministrazione, svuotandone di fatto la funzione di indirizzo e controllo.
Il passo indietro durante i prossimi lavori
Alla luce di tutto questo, non è più possibile far finta di nulla. Non è più accettabile che le minoranze vengano sistematicamente escluse o considerate irrilevanti. Per queste ragioni, il gruppo consiliare del Partito Democratico, esprimendo piena solidarietà al gruppo di Progetto Magenta, ha deciso di non prendere parte al Consiglio comunale di oggi, mercoledì 25 marzo.
“Una scelta forte ma necessaria”, sostengono i promotori dell’iniziativa
Si tratta di “una scelta forte, ma necessaria, per denunciare pubblicamente un metodo che non possiamo più accettare e per richiamare tutti – maggioranza e minoranze – a un principio fondamentale: il Consiglio comunale è il luogo del confronto democratico e appartiene all’intera comunità, non a una sola parte politica. Una decisione che non prendiamo sicuramente a cuor leggero, perché riteniamo che il Consiglio comunale sia l’organo centrale della vita democratica della città, il luogo in cui le esigenze dei cittadini trovano piena rappresentanza e in cui si assumono decisioni per il bene collettivo. Ma nonostante questo, riteniamo che, in momenti come questi, sia necessario compiere uno sforzo ulteriore e guardare oltre le singole posizioni politiche, mettendo al centro la tutela delle istituzioni e la qualità della democrazia locale.
Le conclusioni
Magenta, hanno concluso, “merita un Consiglio comunale che funzioni davvero, nel quale il confronto sia riconosciuto come un valore essenziale e non come un ostacolo da aggirare”.