Vent’anni di attività, oltre 10 milioni di euro erogati e più di 1.500 progetti sostenuti sul territorio non solo di Legnano ma di tutto l’Alto e l’Ovest Milanese: sono i numeri che raccontano il percorso della Fondazione Ticino Olona, sempre più punto di riferimento per il territorio, capace di intercettare bisogni concreti e rispondere in modo diretto alla comunità.
Fondazione Ticino Olona: vent’anni di aiuti al territorio
Un impegno che negli anni si è concentrato su ambiti chiave come gli oratori e i centri estivi, il sostegno alle fragilità, ma anche arte, cultura e ambiente, con uno sguardo progressivamente allargato a tutto il territorio per rafforzarne l’unità.
Il presidente Salvatore Forte (nella foto) spiega:
«Vent’anni sono tanti anche se, a volte, sembrano passati in un baleno. Abbiamo avuto modo spesso di parlare di cosa stavamo facendo, di come lo stavamo facendo e di quali fossero i problemi che di volta in volta abbiamo dovuto affrontare».
Nata nel 2006, la Fondazione ha attraversato anni complessi: dalla crisi economica del 2008 alla pandemia del 2020, fino alle tensioni internazionali più recenti. Eventi che hanno cambiato profondamente il contesto in cui opera la filantropia e imposto nuove modalità di intervento. Nonostante questo, l’attività è cresciuta: dal 2016, con l’attuale presidenza, i fondi sono stati raddoppiati – passati da 200mila a oltre 400mila euro – e oggi si parla di una «piccola rivoluzione in vista», con l’obiettivo di raddoppiare ulteriormente le risorse nel breve periodo.
«Un lavoro importante per la comunità, frutto dell’impegno di tanti»
Forte, che è alla guida della Fondazione dal 2016, anno in cui raccolse il testimone da Piero Cattaneo, prosegue:
«In questi dieci anni di presidenza abbiamo portato avanti tantissimi progetti. Tra i più significativi posso citare il “300 più uno”, per sostenere la povertà, ma ce ne sarebbero molti altri da citare, tutti approvati all’unanimità. Un lavoro importante per la comunità, frutto dell’impegno di tante persone. Il 2027 sarà sicuramente un anno di belle novità».
Una festa a ritmo di blues con Fabio Treves e Lou Marini
Per celebrare questo importante traguardo, la Fondazione ha scelto ancora una volta la musica come linguaggio universale di dialogo e inclusione. Dopo aver attraversato diversi generi – dalla classica con l’Accademia concertante d’archi di Milano, diretta dal maestro Mauro Benaglia, alla lirica con il Concorso internazionale Città di Legnano, fino alla musica leggera con il festival Donne In•Canto – quest’anno sarà il blues il protagonista. «Per interagire con la nostra comunità, da sempre, abbiamo scelto la musica che è un linguaggio universale in grado di creare empatia e inclusione» spiega il presidente. Dopodomani, domenica, sul palco del Tirinnanzi saliranno infatti Fabio Treves, tra i più importanti interpreti italiani del genere, e un ospite d’eccezione: Lou Marini, storico sassofonista dei Blues Brothers, conosciuto come «Blue Lou». Evento già sold out, che si preannuncia come un grande momento popolare, pensato per festeggiare insieme alla comunità.
«Abbiamo sempre usato la musica per dialogare con il territorio»
Forte sottolinea, spiegando come la scelta di un evento musicale non sia casuale:
«Volevamo fare qualcosa di sobrio ma bello. Abbiamo sempre usato la musica per dialogare con il territorio. Dopo aver navigato con la musica classica, la musica lirica e la musica leggera abbiamo deciso che era tempo di navigare anche nel blues».
Un percorso che ha visto anche esperienze particolari, come i concerti portati nelle fabbriche, per avvicinare un pubblico sempre più ampio alla cultura.
Chi sono i protagonisti del concerto di domenica 22 marzo al Tirinnanzi
Fabio Treves è considerato uno dei massimi rappresentanti italiani del blues. Nato a Milano nel 1949, il «Puma di Lambrate» – come è soprannominato – ha iniziato a suonare all’inizio degli anni ’70, diventando una delle figure di riferimento della scena blues nazionale. Nel corso della sua lunga carriera ha pubblicato numerosi album, collaborando con artisti di fama internazionale, e si è esibito sui più importanti palchi italiani e non solo. Il suo stile inconfondibile, fatto di chitarra slide e armonica, lo ha reso un interprete unico nel panorama musicale italiano.
Accanto a lui, sul palco del Tirinnanzi, ci sarà Lou Marini, leggendario sassofonista dei Blues Brothers. Marini, noto come «Blue Lou», è stato uno dei protagonisti della colonna sonora di film cult come «The Blues Brothers» e «The Blues Brothers 2000», oltre ad aver collaborato con artisti del calibro di Stevie Wonder, Eric Clapton e Paul Simon. La sua presenza all’evento della Fondazione Ticino Olona rappresenta un’occasione unica per il pubblico di rivivere momenti indimenticabili della storia del blues.
«Che fortuna poter portare sul palco anche uno dei miti dei Blues Brothers»
Forte sottolinea:
«Non era facile ma siamo stati fortunati e la fortuna ha fatto anche un passo ulteriore quando abbiamo scoperto che potevamo portare sul palco anche uno dei miti dei Blues Brothers, il sassofonista Lou Marini, oramai conosciuto come Blue Lou Marini, che sarà in Italia nel periodo del concerto e che ci farà rivivere momenti che hanno accompagnato la colonna sonora della vita di tanti di noi».
Il concerto di domenica si preannuncia come un grande momento di festa per la comunità, un’occasione per celebrare insieme i 20 anni di attività della Fondazione Ticino Olona e il suo impegno costante a favore del territorio.