ESPERIENZA FUORI DAL COMUNE

Le “Olimpiadi” della Protezione civile: nove volontari per oltre 200 ore di servizio durante i giochi

I volontari casorezzesi hanno lasciato una vera e propria eredità al termine di questi giochi olimpici. E lo hanno fatto da protagonisti svolgendo il servizio di prossimità, insieme ad altri servizi più «tecnici»

Le “Olimpiadi” della Protezione civile: nove volontari per oltre 200 ore di servizio durante i giochi

Nove volontari impegnati per quasi 250 ore spese per assicurare ordine e offrire un servizio di assistenza. Tempo di bilanci per la Protezione civile di Casorezzo dopo le Olimpiadi e le Paralimpiadi Milano Cortina 2026.

Il bilancio della Prociv dopo i giochi olimpici e paralimpici

I volontari casorezzesi hanno lasciato una vera e propria eredità al termine di questi giochi olimpici. E lo hanno fatto da protagonisti svolgendo il servizio di prossimità, insieme ad altri servizi più «tecnici», nel corso dello svolgimento dei giochi che si sono disputati tra la Madonnina e le regioni di Veneto e Trentino Alto Adige. La Prociv, in particolare, ha rappresentato un presidio fondamentale per tutto l’arco in cui si sono giocate le manifestazioni sportive. Il gruppo ha infatti lavorato su sette turni impiegando dalle tre alle quattro unità per ognuno di essi, durante le Olimpiadi, e un altro servizio è stato quindi svolto in occasione della serata di venerdì quando si sono vissuti gli ultimi scampoli legati alle Paralimpiadi.

Gli angeli della sicurezza in campo anche nei luoghi più sensibili di Milano

Dall’Arco della Pace al Duomo, dall’arena Santa Giulia ad altri luoghi sensibili del capoluogo meneghino: a molti è capitato di vedere all’opera gli «angeli» della sicurezza. Tra loro era presente anche la new entry del gruppo, il comandante della Polizia Locale di Casorezzo Nicolò Rachele, che ha debuttato proprio in occasione delle ultime ore di servizio a Milano.

«Venerdì scorso abbiamo dato informazioni, siamo stati vicino alle persone e abbiamo aiutato gli utenti a orientarsi negli spostamenti indicando loro i mezzi di trasporto e le corse da seguire», il racconto di Rachele.