l'appuntamento

Al Centro Greppi va in scena “Vite spezzate”

Per la realizzazione dello spettacolo è stato coinvolto anche il Centro di Accoglienza Padre Nostro – ETS di Palermo, fondato dal Beato Padre Pino Puglisi

Al Centro Greppi va in scena “Vite spezzate”

In occasione della Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie, il Comune di Pero promuove un’importante serata di riflessione, di approfondimento e di incontro attraverso la messa in scena dello spettacolo “Vite spezzate”, della compagnia teatrale E-Motivo Teatro.

Al Centro Greppi va in scena “Vite spezzate”

Lo spettacolo vedrà in scena la compagnia teatrale E-Motivo Teatro composta da Nadia Moretti, Roberta Cavalleri, Paola Turolla, Ivan Andreello e Alessandro Audino.

Per la realizzazione dello spettacolo è stato coinvolto anche il Centro di Accoglienza Padre Nostro – ETS di Palermo, fondato dal Beato Padre Pino Puglisi, che ha fornito a titolo gratuito, avendo sposato questo progetto, un importante elemento di scena che verrà svelato durante la messa in scena.

La somma raccolta sarà devoluta

In accordo con la compagnia teatrale E-motivo e in collaborazione con l’Istituto comprensivo di Pero, la somma destinata al cachet per la realizzazione dello spettacolo sarà devoluta alla realizzazione di percorsi scolastici di sensibilizzazione nelle scuole del territorio, da individuarsi nell’ambito delle tematiche della promozione della legalità, dell’inclusione sociale, del sostegno alla disabilità e del contrasto al bullismo.

“Vite spezzate”
27 marzo ore 21.00, Centro Greppi.
Produzione E-Motivo Teatro
Adattamento e regia di Roberta Cavalleri e Nicola Schiavone
Assistente alla regia Alessandro Audino
Costumi e scenografie Nicola Schiavone
Audio e luci Alice Audino
Tratto dal libro “Assenti. Senza giustificazione” di La Rossa Esposito Rosario.

È il primo giorno di scuola. Un professore entra in classe e non trova gli alunni, ma i loro temi scolastici: scritti da bambini e bambine, ragazze e ragazzi vittime innocenti di mafia. Scopre così il volto più crudele della criminalità organizzata, incapace di vedere l’innocenza. E forse un paese assente a se stesso.