Grande festa mercoledì mattina alla Fondazione Giuseppe Restelli in occasione del centesimo compleanno della signora Giulia Guerra, nata il 26 febbraio 1926 a Sassoferrato (Ancona) e residente a Rho dal 1955. Accanto a lei parenti, ospiti e personale della Fondazione. Alla signora Giulia sono stati donati dei fiori da parte dell’assessore Paolo Bianchi, in rappresentanza del sindaco Andrea Orlandi e dell’intera Amministrazione comunale, e una targa ricordo dal presidente di FR Angelo Garavaglia e dal direttore Giuseppe Re.
Dalla giovinezza nelle Marche a Rho
Giulia Guerra è nata nell’entroterra anconetano, in quello che viene definito “il paese dello sconforto: o piove o tira vento o suona a morto”. Un paesino caratteristico, come i tanti di quella fetta di territorio. Ultima di quattro fratelli, ha vissuto lì la sua giovinezza nel periodo della seconda guerra mondiale e ha spesso raccontato il terrore provato durante i bombardamenti.
In seguito si è trasferita a Milano a casa di un fratello al quale era molto legata e anche lì ha passato momenti difficili sempre a causa della guerra. Nel dopoguerra ha lavorato per alcuni anni alla fabbrica di calze OMSA, nel 1955 si è sposata e si è trasferita a Rho. Amava molto il suo lavoro, ma quando ha iniziato a formarsi una famiglia ha dovuto rinunciarvi per stare accanto ai figli Anna ed Ermanno.
Passioni culinarie e artigianato
Come ricorda la figlia Anna: “Tra i fornelli si destreggiava tra pasta fatta in casa, tortellini, ravioli e lasagne (che a Natale non mancavano mai sulla tavola imbandita a festa). Per il brodetto di pesce cercava pesce freschissimo e, per questo, in vacanza nelle Marche andava all’alba al porto a comprarlo dai pescatori che tornavano con le barche cariche di pescato”.
Altre passioni includevano il cucito e il ricamo: “Le piaceva ricamare copriletti, tovaglie, centrotavola, ma anche confezionare asciugapiatti, tende e tutto ciò che poteva fare con la sua preziosa macchina da cucire. Quando ha dovuto iniziare a mettere gli occhiali, diceva che la vista si era abbassata per via del tempo passato a ricamare”.
Giochi, parole crociate e viaggi
Giulia amava giocare a carte, soprattutto a scala 40, che faceva alla sera con il marito. Rimasta vedova, ha continuato a giocare in oratorio con un gruppo di amiche tutte le domeniche per agguerrite partite. “Amava fare le parole crociate e le preferiva alla televisione perché ‘non c’è mai niente di bello’ – continua la figlia -. Così passava la serata anche fino a tardi, spesso sbirciando le soluzioni per risolvere gli schemi di parole. Le sarebbe piaciuto molto viaggiare, ma papà era un casalingo. Lei però non perdeva occasione per andare dove la invitavano parenti e amici: il lago Maggiore, la Liguria, le Marche, ed è stata anche a Lourdes. Ama le opere liriche: quando viveva a Milano, uscita dal lavoro, si metteva in fila alla Scala per assistere dal loggione agli spettacoli e conosceva le arie di tante opere che spesso canticchiava a casa”.
Impegno e volontariato all’Oratorio San Carlo
Molto del suo tempo Giulia Guerra lo ha trascorso all’Oratorio San Carlo come volontaria al servizio della struttura, in cui negli anni è stata catechista, segretaria e organizzatrice di eventi (lotterie, pesca di beneficenza, tombolate). “Ho visto passare almeno otto sacerdoti”, ricorda oggi.
Videomessaggi dai Sindaci
Proprio all’Oratorio è legato il ricordo del sindaco Andrea Orlandi, che non potendo essere presente ha preparato un videomessaggio proiettato alla festa per ricordare la propria vicinanza alla signora Giulia e alla sua famiglia. Il primo cittadino ha sottolineato quanto Giulia sia stata un punto di riferimento per molti, con sorriso, determinazione e risposte ferme e sicure, evidenziando la sua capacità di essere una testimonianza di fedeltà e affidabilità.
Un videomessaggio è arrivato anche dal sindaco di Sassoferrato, Maurizio Greci.