il punto della situazione

Stazione Vittuone-Arluno ancora inaccessibile: lavori rinviati a dopo il 2029

Secondo la Direzione Generale Infrastrutture e Opere Pubbliche, prima di quella data non sarebbe comunque possibile intervenire

Stazione Vittuone-Arluno ancora inaccessibile: lavori rinviati a dopo il 2029

I lavori di ammodernamento e accessibilità della stazione ferroviaria di Vittuone-Arluno sono stati rinviati a dopo il 2029.

Stazione Vittuone-Arluno ancora inaccessibile: lavori rinviati a dopo il 2029

La Regione Lombardia ha risposto all’interrogazione a risposta scritta n. 2994, presentata lo scorso 14 gennaio dalla consigliera regionale Lisa Noja (Italia Viva – Renew Europe) sullo stato di avanzamento e le tempistiche degli interventi di riqualificazione e accessibilità della stazione ferroviaria di Vittuone-Arluno, lungo la linea S6.

Dalla risposta emerge che gli interventi di adeguamento dell’accessibilità ferroviaria – innalzamento dei marciapiedi, ascensori e pensiline – sono inseriti nel Piano Integrato Stazioni di RFI in un orizzonte di medio-lungo termine, successivo al 2029, e che ad oggi non risultano ancora stanziati i necessari finanziamenti. Secondo la Direzione Generale Infrastrutture e Opere Pubbliche, prima di quella data non sarebbe comunque possibile intervenire, perché la linea è già impegnata da altri cantieri che saturano gli spazi per i lavori in stazione e le interruzioni del servizio.

Il commento di Mauro Foieni

«Questa risposta certifica nero su bianco quello che i cittadini vivono da anni: la stazione di Vittuone-Arluno resterà inaccessibile ancora a lungo, senza un cronoprogramma certo di cantieri e senza nemmeno oggi le risorse stanziate – commenta Mauro Foieni, presidente di Italia Viva Zona Bareggio e promotore dell’iniziativa “Mappami” sulla stazione –. Ventisei gradini senza alternative continuano a essere una barriera quotidiana per persone con disabilità, anziani, genitori con passeggini e tanti pendolari che vorrebbero semplicemente poter prendere il treno sotto casa».

Negli ultimi mesi, grazie anche al lavoro di Italia Viva e alla mobilitazione “Mappami”, il tema è tornato al centro dell’attenzione pubblica, con sopralluoghi, dossier inviati a RFI, Trenord e Regione Lombardia e articoli sulla stampa locale e metropolitana. «Ringrazio Lisa Noja per aver portato questa battaglia in
Consiglio regionale – prosegue Foieni – ma non possiamo accontentarci di una risposta che, di fatto, rimanda tutto a dopo il 2029 e si limita a ricordare che la Regione ha “segnalato per le vie brevi” la necessità di intervenire. È il momento di passare da segnalazioni informali ad atti formali e impegni verificabili».

Foieni indica tre direzioni di lavoro:

• chiedere a Regione Lombardia di aprire un confronto strutturato con RFI per verificare la possibilità di anticipare almeno gli interventi di accessibilità, definendo un cronoprogramma pubblico per la stazione di Vittuone-Arluno;
• proseguire l’azione congiunta dei Comuni interessati dell’area Ovest milanese, a partire da Vittuone e Arluno, sul fronte ferroviario e su quello più generale dell’accessibilità urbana;
• promuovere su tutto il territorio una pianificazione seria dell’accessibilità degli spazi pubblici, dagli edifici ai marciapiedi fino alle principali infrastrutture di mobilità.

«Il lavoro che stiamo facendo su Vittuone-Arluno va oltre la singola stazione: serve una visione seria dell’accessibilità in tutto il territorio, dalle stazioni ferroviarie agli spazi pubblici di uso quotidiano, perché una comunità che ospita migliaia di pendolari e guarda a Milano-Cortina 2026 non può permettersi luoghi che escludono una parte dei cittadini – aggiunge Foieni –. In questo quadro stiamo lavorando con Lisa Noja e con il senatore Ivan Scalfarotto per valutare anche iniziative a livello parlamentare, così da portare il tema dell’accessibilità delle stazioni di cintura su tutti i tavoli istituzionali: Comune, Regione e Parlamento».

«L’accessibilità non è un favore a qualcuno, è un diritto per tutti – conclude Foieni –. Continueremo a lavorare con serietà, senza slogan, perché Vittuone-Arluno diventi finalmente una stazione alla portata di tutte e tutti, e perché il nostro territorio sia all’altezza delle ambizioni che l’Italia si è data ospitando Olimpiadi e Paralimpiadi 2026».