L'evento

Da Monzoro al palco Olimpico di San Siro per la cerimonia inaugurale

Sofia Carsenzuola , 18 anni, tra le protagoniste della performance «Città e Montagna»

Da Monzoro al palco Olimpico di San Siro per la cerimonia inaugurale

L’emozione di Sofia protagonista della cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi, venerdì scorso, 6 febbraio, allo stadio San Siro di Milano.

Un’emozione inspiegabile

«E’ Stata un’emozione unica, per ora l’esperienza più bella della mia vita – ci spiega Sofia Carsenzuola , 18 anni di Monzoro , Cusago – Quando ero sul palco di fronte a tutte quelle persone mi si è riempito il cuore di gioia. L’adrenalina ha sconfitto l’emozione, dandomi una carica infinita».

Sul prato del Meazza di fronte a 80 mila persone  e qualche miliardo di telespettatori  è stata tra i 150 protagonisti nel cast della performance «Città e Montagna», una delle più suggestive della cerimonia di apertura dei Giochi invernali, quella dove si sono elevati in cielo i cinque anelli olimpici. Lei era tra quelle che rappresentava la montagna (Cortina), nei Giochi Olimpici diffusi di Milano-Cortina 2026.

Gli occhi del mondo puntati sul Meazza

«Quando sono entrata nello stadio la vista è stata qualcosa di indescrivibile, un sogno ad occhi aperti, io al centro del campo e tutto il resto del  mondo che guardava la cerimonia di inaugurazione – ha aggiunto – Un qualcosa di unico che volevo non finisse mai. Si è preparati tecnicamente ma l’emozione, le sensazioni che ho vissuto su quel palco sono qualcosa di inaspettato, inspiegabile, che ti stupiscono e mi lasceranno un ricordo per sempre» .

Un sogno cominciato da piccola con la passione per la danza. A settembre ecco l’opportunità che non si può far scappare. Nella scuola di danza che frequenta, Battiti di danza a Cornaredo, gli propongono di fare un audizione.

«A Ottobre ho ricevuto una mail che mi confermava di essere stata selezionata per questo evento internazionale – aggiunge – Sto terminando il liceo, ma il mio sogno sarebbe quello di entrare nel mondo della danza professionale iscrivendomi ad una accademia di danza».

Con lei c’era anche una sua amica, della stessa scuola di danza, Michela Monfreda 19 anni, che ha reso l’esperienza ancora più coinvolgente e condivisa. La coreografia ha coinvolto 150 giovani, tra cui 30 ballerini professionisti, chiamati a rappresentare l’incontro simbolico tra l’anima urbana e quella alpina del territorio che ospita i Giochi condivisi proposti per la prima volta dall’Italia.

«Abbiamo iniziato le prove il 6 dicembre – racconta – poi da gennaio gli incontri si sono intensificati, fino alla prova generale del 4 febbraio dove erano presenti anche i miei genitori. Mesi di preparazione per una coreografia curata nei minimi dettagli. Un momento atteso da settimana che ha richiesto una concentrazione assoluta. Unico rammarico che dopo la questione Olimpiadi non ci sarà un seguito, ma sarà un bagaglio di esperienza importantissimo».

Nel suo curriculum avrà un sigillo a cinque stelle, il simbolo Olimpico che l’ha lanciata in un contesto internazionale di altissimo livello. Per il piccolo Comune alle porte di Milano è motivo di orgoglio sapere che una sua giovane cittadina ha ballato sul palco in una notte speciale, destinata ad entrare nella storia. Per Sofia un sogno diventato realtà sotto gli occhi del mondo.