Emanuela Maccarani davanti al tribunale collegiale di Monza. Al via il processo per maltrattamenti di cui deve rispondere l’ex allenatrice e direttrice tecnica del team azzurro.
Al via a Monza il processo per l’ex allenatrice delle Farfalle
Il processo, come riporta Primamonza, si è aperto nella giornata di ieri, mercoledì 10 febbraio, potrebbe far emergere due visioni contrapposte dei metodi dell’ex allenatrice e direttrice tecnica dell’Accademia Internazionale di Desio attraverso i racconti di diverse ex atlete della ritmica in contrapposizione fra loro. Da una parte ci sono quelle che hanno denunciato Emanuela Maccarani ex allenatrice e direttrice tecnica del team azzurro, già figura molto influente nel mondo della ginnastica professionistica italiana, che ha portato ad alti livelli con trionfi e medaglie, e unica imputata nel procedimento in cui si contesta il reato di maltrattamenti, aggravato dalla circostanza di essere stato commesso alla presenza di minori.
Maccarani presente in aula
Contro Maccarani si sono costituite parte civile le ex farfalle Nina Corradini, Anna Basta, Francesca Majer e Beatrice Tornatore. Ammessa a partecipare al processo (ma non come parte civile), anche l’associazione Change The Game che si batte contro le discriminazioni nel mondo dello sport. Nella lista dei testimoni presentata dall’avvocato di parte civile Gian Battista Frisoli, peraltro, figurano anche molte altre ex azzurre, di generazioni precedenti a quelle delle ragazze presenti nel processo. Maccarani, assistita dall’avvocato Federico Cecconi, già difensore di Silvio Berlusconi, era presente in aula, e al termine dell’udienza si è detta convinta che “i fatti torneranno nella loro giusta collocazione”. Su un fronte opposto, dunque, dovrebbero sfilare altre testimoni a favore della difesa.
Accusata di vessazioni nei riguardi delle ginnaste
L’ex direttrice tecnica ha dichiarato inoltre di “avere molte proposte di collaborazioni per eventi all’estero”, senza specificare di che tipo, citando Paesi come “Messico, Romania, Grecia”, alla luce della sua indiscutibile “esperienza maturata nell’ambiente sportivo”. Maccarani è accusata di aver sottoposto le sportive a vessazioni di natura piscologica (come insulti o la pesatura sulla bilancia davanti a tutte le ragazze), e di essersi comportata come “monarca assoluto all’interno della Federazione, con modi che degeneravano”.