MALTRATTAMENTI

Costringe la compagna a lasciare il lavoro e la tiene segregata in casa con minacce, insulti e violenze

Il responsabile, un cittadino di Arese è stato arrestato dai carabinieri al termine di veloci indagini

Costringe la compagna a lasciare il lavoro e la tiene segregata in casa con minacce, insulti e violenze

E’ stata scoperta grazie dalla denuncia di scomparsa da parte dei parenti di  una donna di 38 anni preoccupati perché non avevano più notizie di lei da giorni  l’ennesima storia di maltrattamenti con minacce e violenze che si è conclusa con l’arresto di un trentanovenne di Arese, responsabile, secondo la procura di Milano, di aver segregato e picchiato la compagna per giorni e giorni.

Le violenze sarebbero iniziate a novembre dello scorso anno pochi giorni dopo l’inizio della relazione

A firmare l’ordine d’arresto, eseguito dai carabinieri di Milano, dove si sono svolti i fatti, è stato il gip di Milano Marta Pollicino. Le violenze sarebbero iniziate a novembre dello scorso anno all’inizio della relazione tra l’uomo che avrebbe contattato la donna, che conosceva da tempo ma non frequentava più, attraverso i social.  Dopo poche settimane dall’inizio della relazione l’uomo avrebbe iniziato a diventare violento e ossessivo accusando la 38enne di tradirlo.

Privata del cellulare e segregata in casa

L’uomo avrebbe privato la donna in maniera sempre più insistente del cellulare e dei contatti con i colleghi di lavoro fino a obbligarla a dimettersi dal lavoro arrivando poi a rinchiuderla nella loro abitazione impedendole di avere qualsiasi contatto con il mondo esterno, inclusi i parenti.

L’indagine dei Carabinieri ha permesso di ritrovare la donna e ricostruire le violenze

L’indagine dei carabinieri, coordinati dalla pm Alessia Menegazzo, ha permesso di ritrovare la donna e ricostruire le violenze. Una quotidianità fatta di umiliazioni – come appropriarsi del suo cellulare e inviare “messaggi volgari” e “telefonate” ai suoi colleghi di lavoro – botte e minacce: insulti

L’uomo è stato arrestato e portato in carcere

Il giudice per le indagini preliminari, Marta Pollinico, ha disposto la custodia cautelare in carcere per il trentanovenne di Arese accusato dalla Procura di Milano di maltrattamenti e lesioni aggravate.