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Festa del gatto: inviateci via mail le foto dei vostri amati mici

Tutte le fotografie spedite dai nostri lettori saranno pubblicate sull’edizione di Settegiorni in edicola venerdì 20 febbraio

Festa del gatto: inviateci via mail le foto dei vostri amati mici

Il 17 febbraio è la Giornata nazionale del gatto e Settegiorni propone una simpatica iniziativa per celebrare l’amicizia che ci lega ai piccoli felini.

Torna la nostra iniziativa per la Giornata nazionale del gatto

Non serve scomodare gli antichi egizi per ricordare il posto che i mici hanno conquistato nelle nostre case e, diciamolo, anche un po’ nei nostri cuori. Animali dal fascino indiscusso – non se la prendano i nostri amati cani – dall’incedere flessuoso e circondati da un alone di mistero, stavolta saranno loro gli indiscussi protagonisti.

Anche quest’anno Settegiorni invita i lettori e inviare una fotografia del felino di casa, indicando il nome del gatto (anche se, chi vive con un micio lo sa, tra nomi, soprannomi e nomignoli alla fine uno non basta…) e il comune di residenza all’indirizzo di posta della redazione redazione@settegiorni.it oppure via whatsapp al numero 3500398859. Gli scatti dovranno essere inviati entro domenica 15 febbraio.

Tutte le fotografie spedite dai nostri lettori saranno pubblicate sull’edizione di Settegiorni in edicola venerdì 20 febbraio, nelle pagine speciali dedicate all’iniziativa. Non resta, dunque, che immortalare, telefonini alla mano, il nostro gatto in una posa simpatica oppure mentre indisturbato si concede un pisolino (di solito sul nostro maglione scuro appoggiato un attimo sul letto).

Come per il cane, anche per il gatto c’è il microchip

Abbiamo imparato a scegliere la dieta più equilibrata, sappiamo quali sono i suoi giochi preferiti e sul calendario c’è un cerchiolino rosso per ricordarci l’antiparassitario, ma forse in pochi ancora sanno che, come per i cani, anche per i gatti c’è il microchip.

È un obbligo di legge, previsto dalla Regione Lombardia, per i gatti nati o acquisiti a qualunque titolo dall’1 gennaio 2020. Come per Fido, il microchip permette di identificare Micio attraverso un numero; il veterinario che ne effettua l’inserimento poi lo certifica, iscrivendolo nella Banca dati nazionale degli animali d’affezione e rilascia il certificato al proprietario.

Curioso per natura e con l’istinto dell’esploratore, se il gatto si allontana da casa e si smarrisce grazie al microchip può essere identificato e riconsegnato al proprietario.