Nel momento in cui scriviamo i Giochi Olimpici Invernali non sono ancora iniziati, ma manca davvero poco.
Inoltre, dal 6 al 15 marzo andranno in scena i Giochi Paralimpici: una manifestazione capace di appassionare sempre più persone e di portare i riflettori su temi centrali della società contemporanea. Le Paralimpiadi hanno il pregio di stimolare la riflessione su tematiche quali inclusività e sostenibilità nella vita di tutti i giorni, come solo i valori dello sport sanno fare.
Rappresentano un’occasione per interrogarsi sull’accessibilità degli spazi pubblici e delle infrastrutture urbane, così come sulla parte parimenti cruciale di sfida che si gioca all’interno delle abitazioni.
In entrambi i casi, scale, dislivelli e assenza di ascensori continuano a rappresentare un ostacolo reale per molte persone, soprattutto in una città come Milano, caratterizzata da un patrimonio edilizio in larga parte antecedente alle attuali normative sull’accessibilità.
In questo contesto, approntare delle soluzioni pensate per favorire la mobilità domestica, a partire da quelle proposte dalle aziende specializzate in montascale per disabili a Milano, assume un ruolo concreto nel rendere gli ambienti più fruibili e sicuri. Qualcosa che all’apparenza va oltre l’evento sportivo, ma che in realtà ne riporta in luce lo spirito più autentico di partecipazione, condivisione, determinazione e autonomia.
Verso i Giochi Paralimpici Invernali di Milano-Cortina 2026: alcune cose da sapere
Prima di entrare più nei dettagli in merito al programma delle Paralimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026, vale la pena spendere qualche parola su com’è nata questa manifestazione.
A idearla è stato il neurologo tedesco Ludwig Guttmann il quale, lasciata la Germania a causa delle persecuzioni naziste per trasferirsi in Gran Bretagna, ebbe l’intuizione di utilizzare lo sport come vera e propria terapia riabilitativa per quei soldati che la guerra aveva reso paraplegici.
Guttmann non si limitò a questo: grazie ad Antonio Maglio, amico e collega, portò le prime competizioni sportive all’interno di un’Olimpiade. Correva l’anno 1960 e il contesto era quello dei Giochi di Roma, rinominati poco dopo come “Primi Giochi Paralimpici”. Da un punto di vista istituzionale, la prima edizione delle Paralimpiadi si tenne dal 21 al 28 febbraio 1976 in Svezia.
I prossimi Giochi Paralimpici Invernali interesseranno 6 specialità olimpiche: biathlon paralimpico; curling in carrozzina; para ice hockey; sci alpino paralimpico; sci di fondo paralimpico; snowboard paralimpico. I migliori atleti del mondo sono pronti a sfidarsi, con gare che promettono di essere avvincenti ed emozionanti, veicolando un messaggio di audacia e di speranza, ma anche di riflessione.
Lo spirito olimpico come messaggio per la quotidianità: il nodo delle barriere architettoniche
Le Paralimpiadi non accendono i riflettori soltanto sull’accessibilità nello spazio pubblico, che pure è fondamentale. La sfida più concreta resta spesso quella domestica.
Per molte persone con disabilità, infatti, il primo ostacolo è la propria abitazione. Ciò è dovuto alla presenza ricorrente nei nostri edifici di scale interne, pianerottoli stretti e assenza di ascensori: elementi che limitano l’autonomia quotidiana, soprattutto nei palazzi costruiti prima dell’introduzione di criteri progettuali inclusivi.
In questo contesto, intervenire sull’ambiente di vita diventa essenziale. Tra le soluzioni pensate per favorire la mobilità domestica, i montascale permettono di superare i dislivelli in sicurezza e di rendere la casa uno spazio realmente fruibile. Qualcosa che vale sia per i modelli a piattaforma, in grado di movimentare agevolmente una carrozzina, sia per quelli a poltroncina, pensati per quanti hanno difficoltà motorie non troppo importanti.
Un tema che va oltre l’evento sportivo e che richiama, nella pratica quotidiana, gli stessi valori di autonomia e partecipazione che le Paralimpiadi portano in primo piano.